James Bond da prima pagina

Una, dieci, cento spie in redazione. Finiti gli anni della Guerra fredda, quando la battaglia tra spie delle due Germanie dava una giustificazione «patriottica» a tutti i livelli e in tutti i settori, negli anni ’90 il Bundesnachrichtendienst (Bnd), con sede a Pullach in Baviera, s’è sentito perso. Sono venute fuori informazioni riservate, operazioni segrete, nomi e missioni degli agenti. E si scopre che dopo il crollo del Muro la Germania ha spiato soprattutto i giornalisti. Der Spiegel, in un articolo sui metodi del Bnd e degli altri servizi segreti tedeschi per tenere sotto controllo i giornalisti tedeschi, ha rivelato che nella sua stessa redazione i servizi avevano propri agenti, giornalisti che riferivano sulle attività di altri giornalisti e sulle fonti delle quali si servivano per i loro articoli. Come avvenne nel caso dei due redattori che avevano fatto i servizi sulla liberazione di Salvatore Rossi e Giuliano Ponzanelli, un ingegnere e un tecnico di una società italiana sequestrati e liberati in Colombia nel novembre del 1995. In quel caso il Bnd mandò a raccogliere informazioni un giornalista specializzato in ricerche per una grande redazione tedesca. «I giornalisti tedeschi non sono solo vittime in patria dei propri servizi segreti in quanto una parte, per altro piccola, di loro ha avviato un rapporto con il Bnd e altri servizi segreti».