James Taylor, minimalismo d’autore

James Taylor, semplicemente. Nome e cognome dicono molto di più di qualsiasi presentazione. Il cantautore di Boston è una vera e propria leggenda della canzone. Voce pacata e chitarra a tracolla, da quarant’anni propone al pubblico gioielli di tre minuti, celebri in tutto il mondo. Martedì sarà al Gran Teatro, per la tappa romana del «One man band tour». In scena con il pianista Larry Goldings, Taylor offrirà versioni minimali dei suoi brani, scarne e intime. One man band, nel frattempo, è diventato anche un disco dal vivo, corredato da un dvd prodotto dal grande regista Sydney Pollack e registrato alla fine del 2007, nel corso del tour americano. Durante il concerto, il musicista di Boston canta e si racconta, facendo scorrere alle sue spalle le immagini di quarant’anni di vita artistica. Le foto con Carole King, sua ex-moglie nonché autrice della meravigliosa You got a friend, le esibizioni storiche nei club americani, i grandi musicisti con cui ha suonato. E James Taylor, a sessant’anni, ha una gran quantità di avventure da raccontare, con le canzoni e con le parole. Una vita eccitante e turbolenta, nonostante la serenità che trasmette oggi con il suo inimitabile garbo: la collaborazione con i Beatles (è stato il primo cantante a incidere per la storica etichetta Apple), il legame artistico e sentimentale con Carole King e poi con Joni Mitchell, il pericoloso rapporto con le droghe e con la depressione. Tra le curiosità della sua carriera, una bizzarra e gustosa collaborazione con Elio e le Storie Tese, nata con la partecipazione all’album Eat the phikis (in cui Taylor si divertì a cantare versi in un inglese davvero improbabile) e continuata con un memorabile concerto televisivo, in cui il cantante americano lasciò a casa la sua band e chiese al gruppo meneghino di accompagnarlo dal vivo (varie testimonianze dell’evento sono reperibili su youtube). Al Gran Teatro, James Taylor canterà i suoi classici. In scaletta Fire and rain, Sweet baby James, Country road, Carolina on my mind, Steamroller blues, Line ’em up, naturalmente Mexico e anche qualche brano estratto dal prossimo album, che verrà pubblicato in estate. Un disco di cover in cui Taylor interpreta canzoni di Chuck Berry, Junior Walker, Tom Waits, Leonard Cohen, Wilson Pickett, inciso con la "Band of legends": tra gli altri, Steve Gadd alla batteria, Lou Marini (già con i Blues Brothers) al sax, Michael Landau alla chitarra e Larry Goldings al pianoforte. Un appuntamento da non perdere, preziosa anteprima dei fuochi d’artificio che costelleranno l’estate romana.