Jane Fonda, che vecchietta terribile

Per gli uomini, il posto dove imporsi è quello di lavoro; per le donne, è la famiglia. Nella visione femminile, buon matrimonio è quello dove il marito soggioga i colleghi e la moglie soggioga lui. Prima del buon matrimonio, però, la moglie deve risarcire la suocera, la cui influenza sul figlio sarà compensata con l’influenza sui nipotini. Se però la suocera è possessiva, si scatena una guerra di successione, come in Quel mostro di suocera di Robert Luketic, dove la cheap (poveraccia) e chicana (latinoamericana) Jennifer Lopez affronta la chic e wasp (white, anglo-saxon, protestant) Jane Fonda, decisa a impedire che il figlio chirurgo (Michael Vartan) si getti via con lei. Il tono del film dovrebbe essere brillante, ma si sorride solo prendendo per buoni i comportamenti deliranti che il copione impone alla Fonda e che lei ha fatto male ad accettare in un film che esce in Italia pochi giorni prima della ponderosa autobiografia, La mia vita finora (Mondadori). Inoltre, per il sistema delle «quote» sessuali, il suo personaggio di giornalista tv nevrotica procede avendo sempre accanto una segretaria (Wanda Sykes) lesbica; non solo: alle nozze del figlio la Fonda va vestita da sposa, per suggerire risvolti d'amore non proprio materno. Quanto alla Lopez, ha l’immancabile amico dall’aria poco virile. I luoghi comuni ci sono tutti, mentre l’unica originalità - il titolo originale Monster in Law, assonante con «Mother in Law» (suocera) - si perde nella traduzione. Alla rissa fra suocera e nuora in California, L'amore non basta mai di Maria Blom oppone la rissa fra sorelle in Dalecarlia, regione svedese. Mescolando il tipico tema nordico dei parenti-serpenti con la riflessione esistenziale alla maniera di Altman, la Blum evoca anche un altro conflitto caro al cinema da festival: fra l’alter ego della regista, che ha lasciato la provincia per la metropoli e ha pagato qualche scotto per il successo; e chi, come le sorelle, è rimasta a casa, cullando l'invidia nel tepore della buona coscienza e nel rancore di cattivi matrimoni. Noia profonda, dunque, salvo gli attimi iniziali, nei quali si constata che, per star male, la Dalecarlia vale la Calabria.

QUEL MOSTRO DI SUOCERA di Robert Luketic (Usa, 2005), con Jane Fonda, Jennifer Lopez, 101 minuti
L'AMORE NON BASTA MAI di Maria Blom (Svezia, 2004), con Sofia Helin, Kajsa Ernst, 98 minuti