Jannuzzo, Accorsi e la D’Urso Ecco i mattatori di uno «show» lungo sei mesi

Riparte la stagione teatrale del Manzoni, con tante novità e un parterre di attori di primissimo piano. Massimo Dapporto lascerà il timone a Gianfranco Jannuzzo, in scena fino al 2 marzo nel ruolo del Divo Garry, per la regia di Francesco Macedonio. Corteggiatissimo dalle donne, l’affascinante attore Garry, dovrà abilmente destreggiarsi tra la protettiva segretaria Monica, la sua gelida ex moglie Liz, l’aspirante attrice Dafrne e la conturbante e arrivista Joanna. Ma sarà l’arrivo del giovane Roland Maule, squinternato commediografo da quattro soldi, a turbare nel profondo le sue notti, divenendo la sua più vera e preoccupante ossessione. Attesissimo l’arrivo di Stefano Accorsi, che dal 4 marzo al 6 aprile vestirà i panni di un giovane e carismatico prete di Brooklin, insegnante in una scuola parrocchiale della città, nel testo drammatico Il dubbio, vincitore del premio Pulitzer 2005. Siamo nel ’64, in pieno clima conciliare. Scontrandosi fin dall’inizio con i metodi duri e repressivi della direttrice della scuola, un’ anziana e arcigna suora dalla disciplina ferrea e austera, il docile prete, con i suoi modi gentili e seducenti, riesce ad «imporre» fra i suoi allievi la sua eversiva visione del mondo. Fino a quando un terribile dubbio comincia lentamente ad insinuarsi fra la gente: il sospetto di una sua insana condotta sessuale. E con questa nota di dubbio, più che con una reale certezza, si chiuderà lo spettacolo, mirabilmente diretto da Sergio Castellitto. Ma le sorprese non finiranno qui. Dall’8 aprile al 4 maggio, l’effervescente accoppiata Maurizio Micheli e Barbara D’Urso, affiancati da un’irresistibile Sandra Milo, sarà sul palco con la divertentissima commedia degli equivoci Il letto ovale, che dal 6 maggio al 1° giugno cederà il passo a Luciano Virgilio e Bianca Guaccero nello spettacolo Maestro e Margherita, affidato alla sapiente regia di Andrea Battistini, a tratti grottesco, ma anche acutamente lirico e poetico, sullo sfondo storico-politico della Mosca di Stalin, dove la forza d’amare di Margherita e il desiderio assoluto di Satana convergono inevitabilmente l’uno verso l’altro.