Janua mette d’accordo destra e sinistra

«Janua!» ha aperto le danze. L’associazione culturale creata da un gruppo di giovani genovesi di diversa estrazione culturale e politica ha messo intorno al tavolo docenti e politici per un incontro dal titolo «Una Costituzione impossibile?». Alla tavola rotonda hanno partecipato Alberto Maria Benedetti, presidente dell’Authority per il servizi del Comune di Genova, Giorgio Guerello, presidente del consiglio comunale di Genova, il senatore del Pdl Enrico Musso, il professor Giorgio Rebuffa e Pierluigi Vinai, segretario generale dell’associazione nazionale Comuni italiani Liguria. Un appuntamento che ha radunato un nutrito gruppo di giovani e giovanissimi desiderosi di confrontarsi su uno dei temi nell’agenda della politica italiana da anni, ma senza sbocchi per le forti differenze tra i partiti: le riforme costituzionali. «Una sintesi l’abbiamo trovata - raccontano i ventuno ragazzi che fanno parte della nuova realtà culturale genovese -. Sulla riforma elettorale, per esempio, si è capito che questa legge così com’è non piace perché allontana il deputato dal cittadino. Il punto di intesa per il futuro è mantenere questo assetto, ma lo stato deve pensare anche alla regolamentazione dei partiti garantendone la democraticità. In questo modo gli iscritti ai diversi partiti possono concorrere direttamente alla scelta dei loro rappresentati che il partito metterà in lista».
L’associazione è stata creata da ventuno soci, spinti dalla voglia di comprendere, analizzare e studiare i problemi con l’obiettivo di trovare soluzioni condivise sui temi di interesse generale per la comunità. Janua si rivolge prevalentemente ad un target tra i 16 e i 28 anni, ma è aperta a tutti coloro ne condividono le finalità e vogliono costruire una Genova migliore. «Noi pensiamo che il cambiamento sia una porta apribile solo dall'interno, e con Janua lo ricerchiamo nella realtà che viviamo e nel mondo che ci circonda; con l'obbiettivo di creare un rapporto più vicino ai protagonisti del modo dell’imprenditoria, del giornalismo, delle istituzioni e della politica», spiegano i 21 ragazzi che si aprono al mondo.