Il Jardinero arma letale in mano a Mancini Kakà tenore senza voce

Incerti Dida e Julio Cesar Figo operaio e violinista Disastroso Jankulovski Materazzi uomo ragno

da Milano

Derby per attaccanti, le stelle non sono state a guardare. In compenso se la sono dormita i portieri. Derby in cui l’Inter ha onorato la sua stagione e il Milan ha dimostrato la pochezza di alcuni giocatori. Hanno deciso gli estremi, anche per le pagelle: bravi gli attaccanti, deboli i portieri. Ma l’Inter aveva due punte e mezzo. Il Milan una solo e pure a basso regime.
INTER
5.5 JULIO CESAR. Fa l’amico del giaguaro, inteso come Ronaldo. Quello gli manda un tiro preciso e telefonato e questo piange al telefono con intuizione alla moviola. E magari fa piangere anche sua moglie, che conosce Ronie.
6,5 BURDISSO. Con quella faccia (pesta) può fare ciò che vuole ed anche far paura agli avversari. Non molla mai.
6 CORDOBA. Gioca stopper e poi terzino: si arrangia sempre. Inutile chiedergli di toccar bene la palla.
7 MATERAZZI. Quando serve si inventa uomo ragno. Difficile trovarlo fuori posto, concede quasi nulla.
6 GROSSO. Quattro corsette e poi si fa male: non è anno. Dal 17’ pt MAXWELL 5. Va incontro al tiro di Ronaldo come un lumacone. E gioca quasi sempre da lumacone: di classe.
6 ZANETTI. Emblema della lotta nel pallone. Magari sbaglia, ma non si ferma mai. E annulla Seedorf.
5 DACOURT. Tutto rappezzato, mostra i sensi della sofferenza. Non è più l’ercolino di inizio campionato. Dal 1’ st SAMUEL 6,5. Regala alla difesa quel pizzico di sicurezza che permette alla squadra di giocare tranquilla.
6 STANKOVIC. Duella con Gattuso: gioca una partita senza grandi bagliori, cerca la continuità. Leader silenzioso.
6,5 FIGO. Regala l’ultima faccia della sua carriera: meno gioco raffinato, punta terribilmente al concreto. A costo di sembrare un medianaccio. Quando va al cross, torna violino.
7 IBRAHIMOVIC. Gioca un tempo da bronzo di Riace: ovvero statuario. Poi le mani del massaggiatore gli dicono: fatti non foste a viver come bruti. E lui si scatena: gol e assist. Magie da Ibracadabra.
5,5 CRESPO. Periodo da stellone inverso. Si mangia un gol su uno stupendo assist di Jankulovski. Gli manca sempre l’attimo fatale per il gol: solo questione di millimetri. Dal 9’ st CRUZ 7,5. L’arma letale. Veni, vidi, vici: undici secondi per segnare, poco di più per un tacco da oscar. Infine l’assist a Ibrahimovic. Così bravo da non sembrar vero.
ALL. MANCINI 6,5. La squadra fatica un po’, poi si ritrova. I cambi gli danno ragione. Gli infortuni pesano.
MILAN
5 DIDA. I gol sono cosa sua: fa scontare la colpa di avergli rinnovato il contratto. Sarebbe ora che cominciasse a parare, non solo a incassare: in tutti i sensi.
5 ODDO. Calcia come un rugbista, difende come un terzino per caso. E c’è chi ne approfitta. Dal 17’ st CAFU 5. In difesa un uomo chiamato moviola. Al gol di Ibra si gira per non vedere.
6 BONERA. Si butta fra le gambe di tutti, e ci prova sempre.
5,5 MALDINI. Ansima e sgomita. Si affanna dietro a Ibra. Deve tenere a bada anche Jankulovski. Fatica e dannazione.
4 JANKULOVSKI. Devastante falla difensiva. Inaugura il derby dell’amicizia servendo un assist a Crespo. Non contento, lancia Cruz al gol.
6,5 GATTUSO. Il solo a cui affideresti le sorti della squadra. Sbaglia una conclusione, ma si autodevasta tra corse e contrasti. Dal 34’ st GOURCUFF 5. Tanto fumo.
6 AMBROSINI. Gli manca il guizzo, tira sempre la lima.
6 PIRLO. Insignificante nelle punizioni. Presenta le bontà della casa: lunghi lanci e senso della posizione. Modestino.
5 SEEDORF. Sarà che nessuno capisce il suo sapiente giocare. Ma se corresse e si dannasse di più... Dal 24’ st GILARDINO 5. Da Gilardino a fantasmino il passo è breve.
6 KAKÀ. L’opera omnia del calcio ha dimenticato alcuni volumi. Inizio da primadonna solitaria. Ripresa da tenore senza voce.
6,5 RONALDO. Segna il gol, come volevano le stelle. Offre un buon assist a Gattuso. Poi fa giocare la squadra in dieci.
ALL. ANCELOTTI 5,5 Si arrangia con quanto ha.
ARBITRO: RIZZOLI 5. Dovrebbe spiegare a tutti perché ha ammonito Ibrahimovic: poteva starci un rigore su Ibra. Non sempre chiaro nelle decisioni.