Jaruzelski incriminato per la legge marziale del 1981

L'ex presidente polacco Wojciech Jaruzelski è stato incriminato per "reati comunisti":
promulgò la legge che reprimeva duramente ogni protesta di Solidarnosc

Varsavia - L'ex presidente polacco Wojciech Jaruzelski è stato incriminato per aver promulgato la legge marziale nel 1981, nei mesi della protesta di Solidarnosc. «Il nostro obiettivo è di rispettare un obbligo verso la nazione e lo Stato polacco, come verso coloro che hanno sofferto ingiustizie e umiliazioni durante il periodo in cui fu in vigore la legge marziale», ha detto Andrzej Drogon, rappresentante dell'Istituzione per il ricordo nazionale della Polonia. L'ex presidente deve rispondere di «crimini comunisti». Divenuto segretario del Partito comunista polacco, Jaruzelski nel 1981 si trovò ad affrontare la nascente popolarità del sindacato guidato da Lech Walesa e sostenuto in Vaticano da Karol Woityla. L'ex presidente e i suoi difensori hanno sempre giustificato la legge marziale con la necessità di prevenire una invasione da parte dell'Unione Sovietica. Diversamente, ex esponenti dell'opposizione non hanno mancato di ricordare che quel provvedimento strangolò la società civile polacca e servì solo a consolidare, ma per breve tempo, il potere nelle mani del partito comunista. Inoltre, come è emerso anche dalle parole dei capi del Cremlino che si sono succeduti dopo il crollo del muro di Berlino, l'URSS non aveva alcuna intenzione di invadere la Polonia.