Jaruzelski testimone per Wojtyla santo

da Milano

L’ex nemico comunista di Wojtyla diventa uno dei testimoni per farlo diventare santo. È il generale Wojciech Jaruzelski, 83 anni, primo presidente della Polonia democratica. I media polacchi, nonostante il monito arrivato in giornata dall'ex segretario di Papa Wojtyla, l'arcivescovo Stanislaw Dziwisz, sul dovere di mantenere segreto tutto ciò che riguarda il processo di beatificazione, ricordano soprattutto la tenacia con cui Giovanni Paolo II ha insistito a dialogare con Jaruzelski, allora primo segretario del partito comunista polacco Poup, per la libertà di Solidarnosc dopo la introduzione il 13 dicembre 1981 della legge marziale in Polonia. Secondo il quotidiano Rzeczpospolita, con la sua testimonianza il generale potrebbe contribuire a descrivere non tanto le virtù del Papa polacco quanto il ruolo da lui ha avuto nel portare l'est europeo alla svolta democratica del 1989. «La sua elezione è stata per noi una sorpresa assoluta», aveva confessato Jaruzelski intervistato dalla televisione italiana Sat 2000 nell'ottobre 2003 in occasione del 25° del pontificato di Wojtyla.
L’ex presidente non ha nascosto come i dirigenti dell'Unione sovietica accusassero i compagni polacchi di aver facilitato l’esito del conclave dell’ottobre 1978 con una politica ritenuta da Mosca «troppo liberale» nei confronti della Chiesa polacca. «Personalmente non ho mai visto in Karol Wojtyla un nemico, piuttosto un oppositore», aveva detto Jaruzelski a Sat 2000, ricordando anche la severa lettera di Wojtyla che gli era arrivata a Varsavia nel dicembre 1981. Erano i tempi della legge marziale. La sua risposta alla lettera, che tuttora è coperta dal segreto perché conservata negli archivi del Vaticano, è stata recentemente definita dal cardinale Achille Silvestrini «inadeguata». Silvestrini ne ha parlato brevemente in occasione del convegno a Roma su 25° anniversario della fondazione del sindacato polacco Solidarnosc. Col passare degli anni, e forse anche in virtù delle pressioni del Vaticano, Jaruzelski è risultato più aperto al dialogo con l'opposizione. Miglioravano intanto anche i suoi rapporti personali con Giovanni Paolo II: «Ritengo che posso contare sulla sua comprensione», disse il generale ai giornalisti nel gennaio 1987 dopo essere stato ricevuto per la prima volta dal pontefice. Il suo ultimo, ottavo, incontro con Wojtyla ha avuto luogo nel novembre 2001 e in questa occasione Jaruzelski dichiarò invece: «Non ho chiesto né l'assoluzione né appoggio». Ora potrà testimoniare ciò per facilitare la beatificazione di Wojtyla.