Jasmine Trinca: Nanni e Angelo divisi? Che dispiacere

da Roma

Dunque è andata proprio come anticipato ieri dal Giornale. Nanni Moretti e Angelo Barbagallo, la coppia più stabile, politicamente corretta e ben assortita del cinema impegnato, si separa dopo vent'anni. L'uno, al solito, tace: sta lavorando alla squadra che lo aiuterà a rifondare il Festival di Torino. L'altro, invece, conferma, sia pure dolcemente, prima a Cinecittànews, poi all'Ansa: «Sono cose che possono accadere. Comprensibili, anzi naturali dopo tanti anni insieme. Non c'è un motivo piuttosto che un altro, né ripicche, risentimenti o conflitti. È stata una scelta serena, fatta di comune accordo. Resta ovviamente l'amicizia con Nanni. A lui devo tanto, davvero sarei dispiaciuto se qualcuno facesse inutili dietrologie prive di fondamento».
Nessuno le ha fatte, a dire la verità, ma certo la fine della Sacher Film - almeno nella sua forma storica - è piovuta come un fulmine a ciel sereno anche sugli amici e i collaboratori più stretti. Persino Domenico Procacci, titolare della Fandango, che produrrà Caos calmo dal romanzo di Veronesi, con Moretti solo in veste di attore protagonista, avrebbe appreso ieri mattina la notizia. Per dire, insomma, della discrezione con la quale i due ex soci, nel preparare il processo di separazione, hanno custodito il segreto nelle ultime settimane.
Cade dal pero anche Jasmine Trinca, volto che più «morettiano» non si può. Scoperta a 18 anni al liceo Virgilio, durante uno dei mille provini effettuati da Moretti per La stanza del figlio (si aggiudicò il ruolo di Irene), l'attrice si dice «sorpresa e dispiaciuta». Ha appena finito di girare Il disco del mondo, di Riccardo Milani, dall'omonimo libro di Veltroni sul jazzista suicida Luca Flores. «Davvero non sapevo niente. Ora chiamerò Nanni e Angelo. Sono colpita. La Sacher ha cambiato la mia vita. Non avrei mai fatto questo mestiere se Moretti non mi avesse notata, dandomi fiducia. Mi auguro solo che sia una parentesi. Di sicuro, se si separano, non è per un litigio». Jasmine, che nel Caimano incarna la giovane regista, fruga nella memoria. «Non ho mai colto dissapori. Anzi mi piaceva osservare il loro modo di lavorare, l'equilibrio stabilito nel tempo. Vent'anni sono tanti. Angelo è un produttore preciso e fattivo, non fa mancare niente. Nanni un regista attento ed esigente, tutt'altro che tirannico. Non dispiacerà solo a me, ma a tutti quelli che hanno a cuore il buon cinema».
Nell'ambiente ci si chiede ora come riuscirà Moretti a proseguire l'attività della Sacher Film. Il regista-attore, sempre molto ascoltato a sinistra, è un ottimo imprenditore di se stesso, specie sul piano mediatico, ma gli serve un socio operativo (coproduzioni, piani produttivi, rapporti con la Rai): proprio il ruolo svolto in questi quattro lustri dal fedele Angelo custode.