Al Jazeera scova il super ricercato: «Sono innocente»

da Londra

Mohammed al Garbouzi, il marocchino insistentemente indicato come un ricercato per le stragi di Londra, è stato intervistato ieri nella capitale britannica dalla televisione araba Al Jazeera e ha proclamato la sua innocenza. «Affermo che non mi sto nascondendo né che sono in fuga. Affermo inoltre che la polizia britannica non mi sta cercando perché sa dove abito.... La stampa diffonde notizie false su di me e chiedo che tutto questo finisca», ha detto. Fonti ufficiali britanniche hanno finora sempre rifiutato di fare il nome di persone sospettate per le bombe nel metro e non hanno mai fatto il nome di Al Garbouzi, ma la stampa internazionale ha insistito sul fatto che egli fosse in fuga e ricercato in tutta Europa.
L’intervista è stata fatta nello studio londinese di Al Jazeera, col Big Ben visibile sulla sfondo. Il viso dell’intervistato era oscurato su sua richiesta. «Affermo che non c’è nessuna accusa ufficiale contro di me da parte delle autorità spagnole», ha inoltre specificato il marocchino, facendo riferimento alle indiscrezioni di stampa secondo cui gli inquirenti spagnoli lo sospetterebbero di essere implicato nella strage di Madrid dell’anno scorso.
Mohammed al Garbouzi è un marocchino di 45 anni, con passaporto britannico. A metà degli anni ’90 ha ottenuto asilo politico e la cittadinanza. Ha una moglie e sei figli che continuano a vivere in una casa del nord-ovest di Londra dalla quale - secondo la stampa - lui sarebbe sparito già da tempo.
Al Garbouzi, di cui il Daily Mail ha pubblicato ieri una foto scattata fuori della sua abitazione prima che - secondo il quotidiano - facesse perdere le tracce, è sospettato di essere uno dei capi del Gruppo islamico combattente marocchino (Gicm), ritenuto responsabile degli attentati di Casablanca il 16 maggio 2003 e di Madrid l’11 marzo 2004.
Secondo il quotidiano The Independent, Al Garbouzi sarebbe inoltre legato al predicatore radicale palestinese Abu Qatada, che vive a Londra ed è considerato il «capo spirituale» di Al Qaida in Europa. Qatada è uno dei quindici stranieri sospettati di terrorismo che erano stati internati senza processo sulla base della legge antiterrorismo varata dal governo di Londra subito dopo l’attacco agli Usa dell’11 settembre.
L’uomo ha passato due anni e mezzo nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh, ma qualche mese fa - dopo che la legge è stata giudicata dai Law Lords, la massima istanza giudiziaria del Regno Unito, lesiva dei diritti civili - ha ottenuto gli arresti domiciliari. Inoltre Al Garbouzi avrebbe avuto anche contatti con un altro marocchino, Jamal Zougam, ritenuto dalla polizia spagnola uno degli esecutori degli attentati di Madrid, che causarono 191 morti.
Il Marocco aveva presentato, senza esito, alla Gran Bretagna diverse domande di estradizione, la prima antecedente all’attentato di Casablanca.