Il jazz avvicina Serravalle all’Umbria

Nella Milano baricentrica a stringere su bilanci e strategie del McArthurGlen Group e la sua magnifica declinazione Outlet che, in Italia, vuol dire Serravalle soprattutto, Castel Romano e Barberino del Mugello. Eventi e business, serviti e corretti per agguantare in maniera strepitosa quell'utente che programma la visita, si scoppia come minimo 70 minuti per raggiungere il Centro e magari ci passa l'intera giornata. Ricerca della marca al prezzo più conveniente e mix di brand: il Gruppo sbanca e intercetta quella che nicchia non è.
Lo ha raccontato ieri Luigi Battuello, a.d. e responsabile per il Sud Europa del Gruppo, e già direttore dell'Outlet di Serravalle, che si conferma il primo in Italia ed Europa con 3 milioni di visitatori annui e un fatturato 2007 di 216 milioni di euro. E giusto per flashare il trend Battuello annuncia la nascita a settembre di un quarto Designer Outlet a Noventa di Piave verso un turnover totale superiore ai 500 milioni di euro e l'acquisizione all'aeroporto di Venezia del minishop center «Collezioni», con approccio Outlet. Poi zoom su Serravalle e un trend del +26 per cento. Non solo questione di shopping e top brand, che turisticamente parlando questa terra s'è data anche un altro senso. Attrazione e intrattenimento, occhio strizzato ad un gusto non esclusivo ma qualificante. Tant'è che torna per il quarto anno consecutivo il prestigioso «Serravalle Outlet in Jazz», secondo solo a Umbria Jazz, in calendario il fine settimana del 2 e 3 agosto e tutti i giorni da sabato 9 a domenica 17. Da un'idea dell'allora direttore Battuello che pensò ad un evento articolato in apertivi-jazz al mattino e concerti pomeridiani, il Festival torna ritargato: «L'abbiamo pensato in maniera differente rispetto alle passate edizioni - spiega il direttore artistico Gino Fortunato - ed è ancora in via di definizione. Posso già dire che tra gli ospiti avremo Franco Cerri, Dee Dee Bridgewater e Gino Paoli. Ad eccezione di questi ultimi due che avranno la serata dedicata, venti gruppi di fama nazionale e internazionale si giostreranno le altre date».
Una correzione del tiro che punta a mostrare nella piazza centrale dell'Outlet, assolutamente gratis, la meglio selezione dei grandi eventi del panorama mondiale, «che accontenti però un target di utenza che non è essenzialmente specialistica. Un prodotto fruibile anche per i non addetti ai lavori». Poi l'eccezione-Gino Paoli versione jazz. Fortunato sorride, ma qui la storia s'avvita a terra e vigna. Odori e sapori che traducono identità e filtrano di palato in sensi: «Diciamo che Paoli è stato invitato perché particolarmente legato al nostro territorio - butta lì il direttore - Proprio un mese fa ha adottato una pecora per il formaggio Montebore della Val Borbera». Gusto ci cova, perché tal formaggio, resuscitato una decina d'anni fa, ha bisogno di un 30 per cento di latte di pecora da miscelarsi con il restante bovino. «Qui difficilmente tengono le pecore perché non rendono, quindi adottarle significa finanziare l'allevatore e innescare la filiera di produzione dell'antico Montebore». Tutto torna, anche lo spirito di un evento che quaglia perché tira dentro la terra e i suoi tormenti. Appuntamento clou dunque ad agosto, ma il Centro nel week end del 21-22 giugno si regala la tappa piemontese di «The Elephant Tour», l'esposizione itinerante dell'enorme scultura in bronzo realizzata da Mark Coreth che riproduce un elefante di dimensioni naturali. Correlati, una serie di eventi a tema, promozioni, un concorso a premi ed esclusivi gadget per tutti. La scultura, partita da Londra il 15 maggio, con tappa in Europa in alcuni Designer Outlet McArthurGlen, concluderà il suo viaggio a Castel Romano. E naturalmente i saldi: dal primo luglio e per tutto agosto, che il jazz ci casca a fagiolo. Strategie di comunicazione e spettacolo che giocano su un ritorno d'immagine sviluppato dalla relazione con il visitatore. A riprova l'accordo con Bocconi per un corso indirizzato a store manager del Centro. E ancora la navetta che collega Milano e Torino con Serravalle. Una formula complice a reinterpretare il must «shopping».