Tra jazz e folk, Django Bates il Monty Phyton della musica

Ogni concerto di Django Bates atteso alla Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica per venerdì prossimo (ore 21), è un evento straordinario, una sintesi di virtuosismo, sottile senso dell’umorismo e straordinaria intelligenza. Django Bates, il «Monty Python del jazz» è un’artista dotato di una sfrenata fantasia, un grande virtuoso della tastiera e del sassofono, capace di unire la sua straordinaria tecnica a uno spiccato senso dell’humor, come nella migliore tradizione inglese. Fin dall’infanzia Django fu influenzato da una grande varietà di musica: suo padre collezionava dischi di folk romeno, musica africana e jazz e, dopo molte lezioni di piano, violino e tromba, Django trovò la sua vena alla Royal college of music di Londra, studiando composizione. Con il suo quartetto Human Chain ha tenuto concerti in tutto il mondo e ha collaborato con molti artisti, sia di classica che di jazz, sia di musica indiana che di pop. Nel 1997 ha vinto il Jazzpar Prize danese, paragonato al premio Nobel.