Jean debutta col seggio: eletto consigliere dove il papà fu sindaco

da Parigi

Ce l’ha fatta e ha varato la sua carriera politica Jean Sarkozy, anni 21, secondogenito del presidente della Repubblica, ieri eletto consigliere del cantone sud di Neuilly-sur-Seine al primo turno delle elezioni amministrative (oltre che i sindaci e i consigli comunali, vengono eletti in queste due domeniche in Francia i consigli generali, che equivalgono ai nostri consigli provinciali; il cantone è la circoscrizione a livello di dipartimento). Proprio a Neuilly, di cui fu poi sindaco per 23 anni, Sarkozy padre varò la sua, di carriera, cominciando da consigliere comunale, a 22 anni appena.
Sei anni dopo era già sindaco, altra tappa della marcia che un giorno lo avrebbe portato all’Eliseo.
Jean farà altrettanto? Fino a qualche mese fa rifuggiva dalle telecamere e si presentava come «un semplice militante» del partito Ump del babbo. A sostegno del candidato ufficiale sindaco a Neuilly: il portavoce dell’Eliseo, David Martinon. Sorpresa: all’inizio di febbraio i Sarkozy hanno dovuto abbandonare Martinon come una patata bollente quando è apparso chiaro che non avrebbe vinto in questo ricco sobborgo parigino. L’iniziativa però sarebbe stata proprio del giovane Jean. Ma non è finita qui.
Il responsabile locale dell’Ump, Arnaud Teullé, riteneva di avere tutti i diritti di essere sostenuto dal partito. E invece Sarkozy Junior ha dato appoggio a un dissidente di destra, Jean-Christophe Fromentin, che ieri ha vinto col 48%, ma dovrà andare al ballottaggio con Teullé domenica prossima in un inedito scontro intestino.
Jean Sarkozy però continua a far uso del fascino appreso dal padre: sorrisi, disinvoltura, «datemi fiducia». È studente in diritto e appassionato di teatro (come papà) e del resto fa lezione con Laurent Cochet, l’uomo che ha scoperto Gérard Depardieu, Daniel Auteuil e Isabelle Huppert. Ancora l’estate scorsa ha calcato le scene nell’ovest della Francia. D’ora in poi, probabilmente, avrà troppo da fare come politico.
«Mio figlio voleva tentare la sfida elettorale come tutti gli altri - aveva detto qualche giorno fa il padre -. Rispetto la sua libertà, ritengo che conduca la sua campagna con molto coraggio e sono fiero di lui».