Jean Eudes

Nacque nel 1601 a Ri, villaggio della Normandia, nella Francia appena uscita dalle devastazioni delle guerre di religione. I suoi, privi di figli, avevano fatto voto alla Madonna di fare un lungo pellegrinaggio a piedi se ne avessero avuto uno. Ebbero lui, più altri sei. Jean dimostrò subito inclinazione al sacerdozio e nel 1625 fu prete. Si prese la peste a furia di assistere i malati di Caen, ma riuscì a guarire. Predicò in lungo e in largo per sopperire alla sopravvenuta ignoranza religiosa e al conseguente lassismo morale. Si serviva di tutto: processioni, rappresentazioni, mimi. Nel 1637 pubblicò il bestseller La vita e il regno di Gesù nelle anime cristiane. Nel 1641 fondò le suore di Nostra Signora della Carità per l’assistenza alle ex prostitute; superiora, una ex ugonotta. Subito dopo creò i suoi «eudisti» (Congregazione di Gesù e Maria), preti che insegnavano nei seminari. Si scatenarono contro di lui sia i giansenisti che i soliti invidiosi. Questi riuscirono a mettergli il re Luigi XIV contro, accusando l’Eudes di scarso lealismo (erano gli anni del gallicanismo: il re voleva una chiesa francese più fedele a lui che al papa). Fiorirono libelli che lo accusavano addirittura di eresia. Ma il santo continuò imperterrito a divulgare la devozione al Sacro Cuore, riuscendo a fare celebrare nel 1646 quello di Maria e nel 1672 quello di Gesù (la cui festa venne ufficializzata però solo nel 1765 da Clemente XIII). Alla fine riuscì a farsi ricevere dal papa, nel 1679, e anche il re si dichiarò disposto a lasciar sopravvivere la sua congregazione. Il santo morì nel 1680. www.rinocammilleri.it