«Jean-Michel Basquiat show» il graffitaro artista maledetto

Con 80 tele e 30 opere su carta è la più grande mostra allestita fino ad oggi in Europa

Luciana Baldrighi

È la più grande mostra allestita finora in Europa. Apre oggi in Triennale «Jean-Michel Basquiat show» che con Warhol e Haring hanno segnato l’Arte Contemporanea. Dell’artista di Brooklyn scomparso a solo 28 anni in via Alemagna sono presenti 80 quadri (15 inediti di provenienza milanese), 30 disegni, foto e due film. A «A night with Basquiat», promossa da Belstaff e «Dawntown 81» (è la prima italiana), sarà presente anche Kate Moss con il regista Edo Bertoglio e la sua compagna Maripol, amica di Madonna, quando la star era fidanzata di Basquiat. La pellicola è stata girata a New York nel 1980-81 e mai terminata: interprete lo stesso artista e la sua band «The Grey» con Kid Creol and Coconuts, Debby Harry, Courtney Love. Il film fu presentato con grande attesa al Festival di Cannes del 2003. L’ingresso è solo a inviti.
Fragile e geniale, Basquiat cercava Oltreoceano, come Picasso in Europa, di attraversare tutti i periodi dell’arte contemporanea e come l’artista spagnolo nel colore blu aveva trovato la tristezza e tutta la malinconia di un ragazzo dalla pelle nera che voleva esprimere rabbia, orgoglio, il cui gesto finiva sempre incompiuto sulla tela, segno di una depressione sconfinata. Ma il blu era anche un inedito per l’America degli anni Ottanta, un’espressione elettrizzante di una società che stava cambiando e una scomparendo. Soddisfatto il curatore Gianni Mercurio. Oltre alle tele inedite italiane se ne aggiungono altre francesi e svizzere che fanno concorrenza per qualità a quelle americane. In questo modo si chiude la trilogia che la Triennale ha voluto dedicare alla pittura d’avanguardia sponsorizzata dalla Chrysler.