Jeanne Antida Thouret

Nata nel 1765 a Sancey-le-Long, dalle parti di Besançon, suo padre era un conciatore di pelli che morì presto. Jeanne dovette occuparsi della casa fino a quando non poté farsi ricevere nelle vincenziane Suore della Carità a Parigi. Nel 1793 i giacobini sciolsero gli ordini religiosi e Jeanne dovette tornare al paese. Lo raggiunse a piedi e trovò che uno dei suoi fratelli aveva abbracciato la Rivoluzione. Si rifugiò in Svizzera, presso le Suore del Ritiro Cristiano, a Landeron. Qui nel 1799 conobbe il vicario generale di Besançon che, essendo la situazione migliorata, la invitò ad aprire una scuola nella sua città. Nel 1800 la nuova comunità creata dalla Thouret contava una dozzina suore. Il prefetto napoleonico affidò loro anche l’ospizio di Bellevaux, che accoglieva mendicanti, orfane, criminali e malate di mente. Nel 1810 le suore della Thouret erano già diffuse in Svizzera e nella Savoia. In quell’anno vennero invitate dal re di Napoli a occuparsi dell’ospedale cittadino. Nel 1818 il papa Pio VII approvò ufficialmente le Figlie della Carità e mise ogni loro convento alle dipendenze del vescovo locale. Ma quello di Besançon, che era di idee gallicane (favorevole, cioè, a una quasi totale indipendenza della Chiesa francese da Roma), non ne volle sapere e separò i conventi della sua diocesi dal resto della congregazione, impedendo l’ingresso alla fondatrice. Questa nel 1821 si portò a Parigi per cercare di ricucire la lacerazione nella sua creatura, ma non ci fu niente da fare. Tornò dunque a Napoli, contentandosi di aprire altre case in Italia. Morì nel 1826.