La jella fa più paura del Diavolo

La strana trasferta di Milano si avvicina: porte aperte a San Siro, anche se i tifosi della Samp saranno costretti, non potranno andare al Meazza perché è stato chiuso il settore ospiti. In compenso gli Ultras si raduneranno sotto la Sud e al sit-in è stato invitato anche il simbolo della loro squadra del cuore, Francesco Flachi.
Ma anche la questione stadio, in questa settimana, passa in secondo piano. Non bastava infatti un Milan che nelle ultime gare ha saputo ritrovare testa e condizione, o l'incredibile vicenda Flachi che ha sconvolto l'ambiente blucerchiato. Non bastava la tegola più pesante che si è abbattuta sulla Samp negli ultimi anni: Walter Novellino ieri nella rifinitura ha dovuto fare anche la triste conta di chi c'è e chi non c'è. Non ci sarà il numero dieci, nemmeno in tribuna, mentre gli altri fanno parte di una lunga lista di acciaccati: così il problema alla spalla di Bastrini adesso sembra diventata una questione insormontabile, anche se il difensore ieri stava meglio ed è recuperabile. Ma se si toglie una pedina, lo scacchiere blucerchiato rischia di essere stravolto. Perché anche Franceschini sta male (non è nemmeno stato convocato), reduce dalla contrattura di domenica scorsa contro il Parma. Ma qui è un po' più semplice con la conferma di Ziegler.
Poi ci sono le voci di formazione: Olivera davanti, con Maggio e Zenoni in difesa? Lo stesso Ziegler che va a fare il difensore? Poco importa, questa non è una domenica come le altre. Perché arrivi a parlare del centrocampo e subito spunta la nota dolente: quella corsia di destra che è stata lasciata scoperta da Quagliarella, che adesso, nonostante gli agnostici di calcio abbiano storto il naso al suo arrivo, è diventata l'anima di questa Samp. «Voglio segnare, di tacco o semplice semplice fa lo stesso, per poter dedicare il gol a Flachi. Non è solo, siamo tutti vicino a lui», racconta il fantasista. Una Samp a pezzi, insomma, nel fisico e nel morale. «Giocheremo anche per Francesco», dicono i compagni. Difficile, però, giocare senza Flachi. Perché questa volta non è una questione di una, due giornate. È questione di almeno un mese e mezzo senza il leader, dopo la positività alla cocaina agli esami del Coni. È questione che l'era del simbolo blucerchiato è finita come peggio non avrebbe potuto. C'è ancora Quagliarella che cerca di non far pesare la sua assenza: «Spero di segnare ancora tanto - racconta - per me giocare contro Ronaldo sarà una grande emozione, visto che fino a due anni fa lo vedevo soltanto in televisione. Gli chiederò la maglietta, sarà un bel ricordo». Per questa sera non c'è solo il Milan, c'è una squadra, la Samp, che deve comunque fare punti, c'è una classifica che almeno per una giornata, tanto per assorbire il colpo, passa in secondo piano. Il Diavolo rossonero è nulla in confronto a quello che è accaduto questa settimana.
Chissà come sarà la prima partita senza Flachi? Dispiacere, amarezza? Sarà una partita senza numero dieci e chi non mette un pizzico di sentimento in questa triste storia alzi la mano.