Jenin, ucciso dagli israeliani un capo della Jihad

Jenin (Cisgiordania) - Il capo del braccio militare della Jihad islamica a Jenin, nel nord della Cisgiordania, è stato ucciso oggi da un'unità speciale dell'esercito israeliano. Lo si è appreso da fonti mediche. Secondo alcuni testimoni, Mahmud Qassem Abu Obeid, 25 anni, è stato abbattuto nel centro di Jenin da appartenenti a un'unità speciale israeliana che si facevano passare per palestinesi. Gli israeliani hanno intercettato l'autovettura su cui viaggiava Abu Obeid e l'hanno crivellata di colpi.

L'uomo, per gli israeliani era il mandante di un attentato sventato ieri in extremis dai servizi di sicurezza. Lo ha riferito la radio militare. Fonti palestinesi precisano che si chiamava Mahmud Ibrahim Abu Jahim e aveva 25 anni. Ieri a Bat Yam (Tel Aviv) è stato catturato un presunto kamikaze della Jihad islamica. Il suo ordigno è stato trovato e neutralizzato in un secondo tempo nella vicina città di Rishon Le-Zion. Il peso dell'ordigno era compreso fra tre e cinque chilogrammi e avrebbe potuto fare numerose vittime umane, ha precisato una fonte della polizia.

L'emittente ha aggiunto che il miliziano era ricercato da due anni, in quanto informazioni di intelligence riferivano che si era specializzato nella produzione di ordigni. Era appunto lui, secondo la radio militare, colui il quale ieri aveva consegnato al kamikaze un ordigno da fare esplodere in una città israeliana. L'agguato è avvenuto nel campo profughi di Jenin. I militari israeliani, ha riferito la radio, sono riusciti a sorprenderlo: era armato di un fucile M-16 ma a quanto pare non ha fatto a tempo a sparare. I militari israeliani (che erano vestiti in borghese) sono riusciti a lasciare indenni il campo profughi di Jenin.