Jenny «Sugar», il destino in un cognome

La sua famiglia produceva liquori e cioccolata: lasciò l’Austria per fuggire alla persecuzione nazista

Marina Gersony

Apfelstrudel, Sachertorte e Linzertorte; ma anche apple pie, muffins, plum cake e mousse au chocolat; e ancora babà napoletano, cannoli siciliani e prelibatezze salate come empanadas, tarte tatin, vol au vent, quiches e qui ci fermiamo, perché da Sugartree, c'è davvero da perdere la testa, pardon il palato. Entrare in questo negozietto a pochi passi dal centro (via Bellotti 11), equivale a fare un'esperienza mistica. Ad aprire questo paradiso che inebria, stuzzica le narici e ravviva i sensi, ci ha pensato Jenny Sugar, una deliziosa giovane signora che quando parla evoca personaggi ormai cult come la protagonista del film Chocolat. Jenny è di origine venezuelan-austrungarica, un bel mix cromosomico che si riflette nelle sue ricette cosmopolite, frutto di studi, ricerche, moltissima pratica e lunga esperienza. Del resto la storia della sua famiglia parte da lontano, in quella parte Mitteleuropea dove fiorivano le idee, le arti (culinarie) e le lettere, ma dove si consumava anche una delle più grandi tragedie del secolo scorso. Tutto ebbe inizio quando le famiglie di ebrei viennesi, i Sugar e i Fleischmann, parenti tra di loro e proprietari di una fabbrica di liquori e cioccolato, nel 1939 dovettero lasciare l'Austria a causa delle persecuzioni naziste. Dopo molte peripezie finirono a Caracas dove si misero a far torte. In breve l'attività prese il nome di Pasteleria Vienesi che si trasformò in una rinomata pasticceria. Oggi Jenny Sugar continua la tradizione di famiglia.
Quando è arrivata in Italia?
«Parte della mia famiglia era già emigrata a Milano nel 1962. Fin da piccola coltivavo il desiderio di venire in Europa. Nel 1986 decisi di stabilirmi qui. Nel 1999 ho aperto la pasticceria».
Prepara tutto da sola?
«Mi aiutano tre persone. Lavoriamo sette giorni su sette. Chiudiamo per le feste comandate e tre settimane in agosto».
Quanti tipi di torte preparate?
«Un giorno per sfizio mi sono messa a contarle. Più o meno 400».
Elabora ricette nuove?
«Mi piace tenermi aggiornata e creare formule nuove, anche se sto attenta a rispettare le ricette originali. Oltre alla pasticceria, produciamo cibi salati e proponiamo soluzioni per chi ha il diabete, allergie, intolleranze alimentari o per chi è dieta. Cerchiamo di usare meno zucchero e sale per gustare meglio i sapori. Facciamo tutto su ordinazione, ma chi vuole può anche scegliere cose già pronte. Inoltre organizziamo cene, eventi, feste e matrimoni. Gli ingredienti sono di altissima qualità e di origine biologica, cosa che li rende più sani e digeribili».
I prezzi?
«La torta che costa meno si aggira intorno ai 28 euro al chilo; la più cara 55».
È vero che ha una ricetta segreta che non svelerebbe nemmeno sotto tortura?
«Beh, in effetti la Chocolate Purple è frutto di uno studio elaborato...»
Cosa c'è dentro?
«Panna, cioccolato Domori Chacao, Rio Caribe, latte, uova, burro, zucchero integrale di canna, mandorle, farina di grano tipo 0, farina di mais, mirtilli, miele, zenzero candito, gelatina, limone, Kirsch, vaniglia, sale, cannella, cremor tartaro e l'ultimo non lo dico».
Come non lo dice?
«Chi lo indovina riceverà in regalo un bel biscottone all'avena».
È vero che ci sono anche i cioccolatini afrodisiaci?
«Certo, e funzionano, basta crederci. O no?»