Il jet Dreamliner slitta di sei mesi e il titolo Boeing crolla in Borsa

Riprogrammati primo volo e consegne per il 787, il rivoluzionario velivolo in materiali compositi. A Wall Street meno 4%

da Milano

I piani industriali per la messa a punto e la consegna del Boeing 787, chiamato Dreamliner, slitteranno di sei mesi. La casa di Seattle lo ha annunciato ieri mattina, e subito il titolo Boeing a Wall Street è stato travolto da una valanga di vendite che lo hanno portato a perdere fino al 4% (a due ore dalla chiusura della seduta) e soprattutto a scendere sotto la soglia psicologica dei 100 dollari (aveva aperto a 101,6 per poi toccare un minimo di 97,07). Pesa il richiamo alle disavventure dell’Airbus 380, il «jumbo» europeo tuttora in attesa, dopo vari rinvii, di essere consegnato.
La notizia del ritardo di sei mesi ha gelato la Borsa ma non ha colto di sorpresa il mondo aeronautico. Un mese fa la Boeing aveva annunciato il rinvio del primo volo, che da fine settembre veniva spostato tra novembre e dicembre; tuttavia la data della prima consegna restava invariata alla fine di maggio 2008. La cosa - si disse allora - era possibile grazie a un «cuscinetto» temporale programmato per prudenza. Ora quel cuscinetto è stato completamente eroso, e si è preferito rivedere le scadenze. Il primo volo slitta dunque alla fine di marzo, mentre le prime consegne vengono rinviate alla fine del 2008, tra novembre e dicembre.
Quali le cause di questa (tutt’altro che indolore) revisione dei programmi? Soprattutto l’accumulo di ritardi, più o meno significativi, avvenuto nei mesi e negli anni (il progetto del Dreamliner risale al 2004). Boeing, come costruttore, è soprattutto un integratore di sistemi, e quindi l’organizzatore di commesse provenienti da centinaia e centinaia di fornitori. Per recuperare del tempo si era anche cercato di modificare alcune modalità delle consegne; un esempio: per i primi esemplari Boeing aveva richiesto ai fornitori, per rapidità, di consegnare le fusoliere prive di cavi, i quali sarebbero stati posti nella fabbrica di Seattle. Ma l’idea non ha funzionato e ognuno ha continuato a procedere secondo copione, e quindi le fusoliere ad arrivare già cablate.
Va ricordato, a onor del vero, che il 787 è un aereo rivoluzionario, che non ha precedenti nella storia dell’aeronautica: e ciò, in qualche modo, aiuta a giustificare. È il primo aereo commerciale «di plastica», per dirla in parole povere, e cioè fabbricato in materiali compositi e fibre di carbonio. Materiali finora così costosi da essere utilizzati solo là dove la prestazione fa aggio sul prezzo, e cioè nei più sofisticati caccia militari. La ricerca, alla fine, ha reso possibile il loro utilizzo anche per un velivolo passeggeri, che essendo molto più leggero di un corrispondente modello in metallo consuma molto di meno: almeno il 20% rispetto ad aerei paragonabili, un salto storico se si pensa che finora tra una generazione e l’altra di velivoli il risparmio non superava il 5-6%. Il Dreamliner ha una taglia da 250 passeggeri, che gli conferisce grande flessibilità di utilizzo; sul lungo raggio, inoltre (dove il costo del carburante è la voce più significativa) i risparmi lo renderanno molto competitivo. Il suo successo è confermato dagli ordini già sottoscritti: oltre 700, prima ancora di volare.