Joe Jonas diventa solista «Ma voglio fare l’attore»

Milano Tanto che fuori dall’hotel un centinaio di ragazzine strillavano come ai tempi dei Duran Duran (che forse piacevano alle loro mamme), Joe Jonas è atterrato davanti ai giornalisti dall’alto di una carriera che la maggiorparte se la sogna: milioni e milioni di dischi venduti con i Jonas Brothers, film e serie tv, mostruoso seguito di baby tifosi in tutto il mondo. Adesso che ha ben 22 anni, ha deciso di diventare solista con il cd Fastlife (dodicesimo in classifica da noi) che è sostanzialmente inascoltabile per chi ha meno di vent’anni. Ma, nel suo piccolo, è ben fatto, ospita un fenomeno della chitarra come Nuno Bettencourt e un fenomeno da circo come Lil’Wayne e soprattutto consente a questo ragazzetto dell’Arizona di prendersi una vacanza dai suoi fratelloni Kevin e Nick, uno attirato dalle gioie del matrimonio e l’altro da quelle di Broadway. «Le mie influenze vanno dal dj Tiesto al principe dell’hip hop Kanye West», spiega prima di anticipare le coordinate del suo futuro. Intanto il primo obiettivo è quello di diventare come Justin Timberlake, ossia più attore che popstar, anche se per ora gli manca quella carica sensuale che invece ha fatto la fortuna del suo modello: «Il video romantico di Just in love è un buon biglietto da visita per le mie doti recitative, vorrei che circolasse tra i registi e recitare più spesso». E poi c’è l’altra missione impossibile: consolidare la sua boy band che, come si sa, è come lo yogurt, ossia con una data di scadenza molto ravvicinata. «Il giusto confronto è quello con i Take That: anche noi abbiamo intenzione di fare lo stesso». Traduzione: teniamo vivo il marchio di fabbrica e nel frattempo ci facciamo gli affaracci nostri, vale a dire i dischi da solisti oppure i film oppure altro. In fondo, è una bella (e legittima) assicurazione sulla vita.