«Joe l’idraulico» irrompe nel confronto tra i duellanti per la Casa Bianca

Aveva criticato Obama a un comizio nel weekend: è diventato una celebrità ed entrambi i candidati si sono rivolti a lui per spiegare la loro politica fiscale

Non è da tutti essere citati 24 volte in un dibattito presidenziale, non se ti chiami Joe, vivi nell’Ohio e fai l’idraulico. Ma nell’America di oggi capita anche questo. Mercoledì notte Joe Wurzelbacher, un omone di 34 anni, corpulento e completamente calvo è diventato il protagonista della campagna elettorale, il simbolo dell’americano medio che ancora non sa scegliere tra Barack Obama e John McCain.
Lo ha trovato su Internet il senatore dell’Arizona, guardando un filmato dell’Associated Press. Roba innocua, in apparenza. Nel fine settimana Joe si è avvicinato alla fine di un comizio a Toledo, Ohio, e con le buone maniere, ma per nulla intimidito gli ha chiesto: «Se credi nel sogno americano, perché mi vuoi penalizzare se cerco di realizzarlo?». E ha spiegato che intende rilevare la piccola azienda per cui lavora da dieci anni, ma se lo facesse guadagnerebbe più di 250mila dollari l’anno e dunque, con le riforme fiscale del senatore di colore, dovrebbe pagare più tasse.
Obama con altrettanta cortesia gli ha dato una risposta interminabile il cui succo era: taglierò le tasse al 95% dei contribuenti e ridistribuirò la ricchezza a vantaggio della classe media. Poi lo ha salutato, ma Joe è rimasto sulle sue, sguardo diffidente, mascella serrata. Barack non lo ha convinto. Un episodio marginale, come altri in questa interminabile campagna elettorale, e subito dimenticato. Da tutti, ma non da Fox News che lo ha riproposto durante le sue trasmissioni, ispirando McCain.
Mercoledì notte durante il dibattito l’eroe della Guerra del Vietnam si è rivolto proprio a Wurzelbacher. «Joe l’idraulico, parlo proprio a te. Ti aiuterò non solo a comprare l’azienda per cui lavori, ma ti darò un’assistenza sanitaria migliore». Poi ha attaccato Obama: «Perché vuoi alzare le tasse a tutti proprio ora che occorre rilanciare l’America?». E Barack a sua volta: «Parlo direttamente a te Joe, se sei lì e ci stai guardando: sai di quanto ti alzerò le tasse? Zero. E le taglierò a chi ha bisogno e guadagna meno di te come le infermiere e gli insegnanti».
Sì, Joe era all’ascolto, seduto in poltrona, la birra in mano, sorpreso ma non infastidito. «Quanto accaduto è un po’ surreale, ma questa popolarità mi procurerà nuovi clienti. E comunque sono felice se il mio coinvolgimento è servito ai candidati per spiegarsi di fronte agli americani».
Lui le idee ora le ha chiare, e anche se rifiuta di dire per chi voterà il novembre, le sue simpatie sono intuibili. Ieri di fronte a casa sua si è riunita una piccola folla di simpatizzanti e giornalisti. Il discorso di Obama «non lo ha convinto», «Io sono uno che lavora duro, distribuire ricchezza non è giusto, non è americano». E la riforma sanitaria rappresenta «un passo verso il socialismo».
Musica per John McCain, che, peraltro, a Wurzelbacher è piaciuto assai: «Ha sollevato problemi concreti». Da mesi il candidato repubblicano cercava un pretesto per alimentare i dubbi sul programma del suo rivale. L’idraulico Joe è riuscito laddove decine di spin doctor hanno fallito. Ha posto un problema che è al centro dell’identità americana: meglio imporre poche tasse e puntare sullo spirito imprenditoriale dei singoli o affidarsi a un sistema che tassa i ricchi per tutelare i poveri? Insomma, meglio Ronald Reagan o Franklin Delano Roosevelt?
È il dilemma che verosimilmente caratterizzerà gli ultimi 18 giorni della campagna. Obama è persuaso che sia giunto il momento di tornare indietro e che la crisi finanziaria abbia ammorbidito la ventennale ostilità nei confronti dello Stato sociale. McCain ritiene invece che lo spirito non sia cambiato e che, anche nella difficoltà, i cittadini intendano fare affidamento soprattutto su se stessi, perché l’individualismo rappresenta l’essenza del sogno americano. Joe l’idraulico è d’accordo con lui.