La Johansson tata a Manhattan è una Cenerentola poco credibile

Le chiavi di lettura di questo Diario di una tata cambiano in base alla fiducia che lo spettatore ripone nelle istituzioni. Che anche i ricchi piangano è una questione oziosa. Il film, tutto moine, esalta le risorse morali dell'alta società. Una giovane del New Jersey (la Johansson) sceglie di fare la tata in una ricca famiglia di Manhattan scoprendo come il conto in banca sia una questione secondaria rispetto a quanto la circonda. La svampita madame X (Laura Linney) e l'ondivago marito, un invisibile Paul Giamatti, sono anime in pena. Ed allora ecco che uno stile favolistico solleva l'animo degli spettatori, la visione si fa cartolinesca, fino al lieto fine che comprende l'amore della tata per un giovane così così. Finti problemi per una finta commedia, senza nerbo, come la protagonista, eletta frettolosamente diva del momento.
DIARIO DI UNA TATA (USA - 2006) di Shari Springer Barman e Robert Pulcini, con Scarlett Johansson, Laura Linney - 100 minuti.