John Taylor, il jazz che emoziona

Simone Mercurio

Raffinato, veloce, sobrio, evocativo e magico è il tocco del piano di John Taylor, stasera in concerto dalle 21 al Teatro Studio del Nuovo Auditorium-Parco della Musica, per il terzo appuntamento della rassegna «Pianosolo 2005/2006» organizzata dalla Fondazione Musica per Roma, kermesse che ha già visto sul palco Geri Allen e Michel Camino.
Maestro europeo del jazz, il pianista inglese John Taylor presenta dal vivo la sua ultima fatica discografica intitolata Songs and Variations (ed. Cam Jazz). Si tratta di un disco dalle sonorità quasi magiche, di un lavoro che rende pienamente il «pianismo» di Taylor, ricco di canzoni e di accenni liberi che creano e dilatano le emozioni. Undici brani fra poesia ed energia, dunque, in questo «solo piano» fatto di canzoni bellissime, originali e di variazioni, divagazioni estemporanee di puro jazz. Viene così fuori l’anima profonda di Taylor, il suo lirismo, e la sua genialità, dimostrazioni che nella musica come nella vita non occorre mostrare i muscoli per dire qualcosa e per comunicare. Il lavoro in scena stasera è una sintesi perfetta di stile, tecnica, emozione e riflessione, una naturale predisposizione al racconto introspettivo, condotto grazie al pianoforte.
Nato a Manchester nel 1942, John Taylor è un musicista che si è imposto al grande pubblico del jazz proprio per la sua musicalità, mai prorompente e sempre al servizio di qualcuno. Ha suonato insieme al sassofonista norvegese Jan Garbarek e nei meravigliosi gruppi con Bill Connors di fine anni Settanta. Nel 1977 formò il trio Azimuth assieme a Norma Winstone e Kenny Wheeler. Il gruppo venne definito dal critico Richard Williams come «uno dei più fantasiosamente concepiti e delicatamente equilibrati dei gruppi da camera del jazz contemporaneo». Taylor ha poi suonato, tra l’altro, l’organo nel lavoro del sassofonista John Surman Proverbs and Songs, progetto per coro e organo commissionato dalla cattedrale di Canterbury. In Italia ha infine più volte sottolineato col suo piano la splendida voce di Maria Pia de Vito.
Eccolo Taylor: un pianista che sa accompagnare, un artista vero che quasi gioisce nel fornire la base necessaria ai suoi compagni di viaggio.