Jolie e Clooney, ma che improbabili Monroe e Sinatra

Ancora non è chiaro chi farà il cane, ma Angelina Jolie è certa nel ruolo di Marilyn Monroe, mentre George Clooney si calerà nella parte di Frank Sinatra. Lo strano apparentamento, non supportato da reali somiglianze fisiche tra le celebrità defunte e quelle vive, darà luogo a un film tratto dal racconto di Andrew O'Hagan, intitolato The Life and Opinions of Maf the Dog and of his Friend Marilynh Monroe (Vita e opinioni del cane Maf e della sua amica Marilyn Monroe), che presenta l'aristocratico terrier maltese posseduto dalla star delle star come un filosofo a quattro zampe. Bel colpo per l'ex-critico cinematografico O'Hagan (lavorava al Telegraph), che nel mezzo del sonnacchioso Book Festival, a Edimburgo, ha rivelato di star scrivendo un trattamento dell'erigenda pellicola. Il set non è aperto, si ignora il nome del regista, ma intanto il ventriloquismo della bestiola, il cui nome è abbreviativo di «Mafia Honey» (miele di mafia, o dolcezza mafiosa), scuote il mondo di Hollywood. E se questo sarà il terzo film dell'anno con Norma Jean al centro (dopo Blonde, dal romanzo omonimo di Joyce Carol Oates, starring Naomi Watts e dopo My Week with Marilyn, ispirato alla lavorazione de Il principe e la ballerina, film del 1957 con Marilyn e Laurence Olivier), la Jolie risulta la terza scelta, dopo i provini con Scarlett Johansson e Christina Hendricks, non soddisfacenti. Certo, neanche il brizzolato e atletico Clooney ha molto del segaligno «Old Blue Eyes», che regalò all'attrice il cagnolino dall'impeccabile pedigree nel novembre del 1960, per consolarla del divorzio da Arthur Miller, scrittore poco comprensivo della fragile psiche di lei. «Marilyn è la creatura con il più gran senso della commedia umana, ch'io conosca», dice Maf nel libro. Nei due anni precedenti la tragica morte della star più amata di sempre, il cagnolino della razza prediletta dalla regina Maria di Scozia trotta sulla Quinta Strada, «con Marilyn in incognito, il foulard in testa, gli occhiali neri e la bocca aperta ad assorbire il vento», assiste agli incontri della padrona con JFK, si mescola a chiunque sia qualcuno a New York (da Lee Strasberg a Leo Castelli) e condivide ogni istante di lei. In tempi di crisi, niente di meglio che proporre, magari in chiave umoristica, il binomio della solitudine: donna e cane. Soprattutto se il cane ha istinto per la celebrità e i biscotti. Maf, portato a Los Angeles dalla madre dell'attrice Natalie Wood e adottato da «The Voice», nelle intenzioni dell'autore dovrà essere un eroe picaresco. E Angelina, ora alle prese col biopic di Cleopatra? Con quei labbroni, il fisico palestrato e i modi spicci ha nulla di Norma Jean, ma dopo Brad forse Maf farà miracoli.