Jorge Lorenzo è il re dei debuttanti E Valentino Rossi stavolta subisce

MotoGp: Jorge, compagno di Vale, lo supera di forza, si scusa e vince sulla pista dell'Estoril davanti al rivale Pedrosa. Il Dottore: "Ora piste amiche, la musica cambierà"

da Estoril

Dopo Casey Stoner, ecco un altro ragazzino terribile sulla strada di Valentino Rossi. Vent'anni, due titoli mondiali consecutivi in 250, Jorge Lorenzo è il volto nuovo della MotoGP 2008, il fenomeno già entrato prepotentemente nel libro dei primati della classe regina. «Vincere in questa maniera, dopo aver conquistato tre pole, è incredibile. Nessuno se lo poteva immaginare, è un'emozione che non si può descrivere: sono su una nuvola», si gode il trionfo il ragazzino, arrivato al mondiale poco più che bambino, a 15 anni e un giorno, e adesso già capace di salire sul gradino più alto. Un bel colpo per la Yamaha, convinta di aver preso il campione del futuro, ma con invece in casa già un pilota in grado di lottare alla pari con i più grandi fenomeni. Davvero sorprendente.
«Su questa pista - racconta Lorenzo - non ero mai andato bene in passato, ma con la M1 tutto mi viene facile. All'inizio è stata dura psicologicamente, perché cadeva qualche goccia di pioggia, ma poi mi sono tranquillizzato e ho imposto il mio ritmo». Per riuscirci, ha dovuto anche superare in frenata Rossi, in testa dal secondo giro, ma in evidente difficoltà con le gomme Bridgestone. «Ho forzato la staccata, sono entrato un po' cattivo e per questo poi ho chiesto scusa a Rossi, ma era quello (il 13° giro, ndr) il momento di forzare. Poi, con la pista libera davanti, ho potuto controllare al meglio la situazione».
Tutto perfetto, o quasi, perché un problema agli avambracci, tipico per i motociclisti, lo ha costretto a correre gli ultimi giri in apnea, tanto che già prima del prossimo Gp (il 4 maggio in Cina), Jorge dovrà forse sottoporsi a un intervento per migliorare la circolazione del sangue. «Dobbiamo ancora decidere, ma al 70% dovrò operarmi. In effetti i passaggi conclusivi sono stati piuttosto difficili, le braccia mi facevano molto male».
Nonostante questo, però, nessuno è stato in grado di batterlo. Non Daniel Pedrosa, il suo primo nemico, non Valentino Rossi, il suo primo riferimento perché ha una moto identica. Ma gomme diverse. «Il passo in avanti fatto dalla Michelin in così poco tempo - si rammarica Rossi - è veramente incredibile, nessuno se lo poteva aspettare. E questo fa sorgere un sacco di dubbi sul comportamento della Michelin l'anno scorso: forse si erano presi un anno di vacanza... Per quanto riguarda Lorenzo, ci deve ringraziare per il bel lavoro di messa a punto che abbiamo fatto in passato con la Yamaha e le Michelin. Comunque, è un pilota veramente tosto».
Valentino è seccato in maniera evidente per la sconfitta, nonostante si sapesse già alla vigilia che questa sarebbe stata una gara difficile. «Giovedì - svela - la Bridgestone ci aveva detto che questo sarebbe stato per loro il Gp più complicato della stagione. Per questo, prima della gara, avrei firmato per un podio: ma è chiaro che io sono qui per vincere...».
Non ci riesce ormai da sette gare, ma il Valentino visto all'Estoril fa ben sperare per il prosieguo del campionato. Scattato bene al via, il campione della Yamaha si è portato al comando al secondo giro dopo un bel sorpasso a Lorenzo, ma nonostante ci abbia provato, non è riuscito ad andare in fuga. E come era già successo nella gara inaugurale in Qatar, le Bridgestone hanno cominciato a perdere competitività, con Rossi costretto a «remare» per tenere in pista la M1. Ma era chiaro che non poteva resistere e dopo essere stato passato da Lorenzo, Valentino ha dovuto arrendersi anche a Pedrosa, capace di superarlo in frenata come non aveva forse mai fatto in vita sua. A quel punto, il pilota della Honda ha anche cercato di andare a prendere l'odiato rivale, ma nonostante gli sforzi non ce l'ha fatta. Il secondo posto gli permette comunque di conservare la testa del campionato, seppur in condivisione con Lorenzo. Dopo tre gare, i valori in campo cominciano a delinearsi meglio e saranno in quattro a giocarsi il titolo, perché oltre ai tre piloti saliti sul podio, non ci si può dimenticare di Casey Stoner: il campione del mondo ha chiuso sesto, ma dopo prove difficilissime ha disputato una gara più che positiva.