Jorquera fa sognare Preziosi, Piovaccari diventa l’incubo di Garrone

(...) inventato il calcio, dicono che un giocatore non cambia una squadra e parlano solo di collettivo, tant'è che quando vincono hanno vinto loro e quando perdono hanno perso i giocatori.
Deferente m'inchino. Però osservo appena che il Milan perdendo Pirlo ha perso molto e la Juve prendendo Pirlo molto ha guadagnato; e aggiungo: togliete al Napoli e all'Udinese, gli eccellenti collettivi di Mazzarri e Guidolin, Cavani e Di Natale, e vediamo che accade.
All'Olimpico laziale è successo che dal primo minuto della ripresa l'epifania del talento superiore di Jorquera ha trasformato un pennuto moscio in un Grifone rampante. Come si farà d'ora in poi a rinunciare ai deliziosi duetti dell'Angelo di Macul con sua eccellenza Rodrigo Palacio? Come rinunciare, peraltro e per contro, alla servizievole diga di Felipe Ignacio Seymour, sveglio connazionale di Jorquera, in un centrocampo di «padroni» compassati?
Ora che a gioco lungo il Grifo ha distrutto la Lazio dei Cisse, Klose ed Hernanes fiaccata dal match di Coppa e menomata dal disgraziato scontro in famiglia Biava-Ledesma, sono curioso di vedere cosa inventerà domani sera a Marassi (ore 20.45) il sornione Alberto Malesani al cospetto del proletario Catania di Vincenzo Montella, napoletano atipico al quale pronostico un futuro da mister degno del suo cervello. Se a Palacio e compagni riuscisse il bis, magari con un dimostrativo voletto dell'Airone, sarebbe un Grifone da salto in alto.
Sampdoria-Grosseto 0-0: Maccarone e Fornaroli in panchina, Piovaccari - «per scelta tecnica» - a casa. A questo punto spero per i tifosi blucerchiati che la famiglia Garrone non voglia ri-farsi del male. Se Atzori non lo sa perché non c'era, lo ragguaglio efficacemente in dialetto: mister, emmo za daeto.
La valanga tragica della scorsa stagione partì dall'esclusione del miglior bue della stalla, Antonio Cassano. Ora, poiché appunto Federico Piovaccari è l'attaccante più completo pescato da Sensibile sul mercato estivo, ci ri-siamo?
Dopo Sampdoria-Padova 2-2 è la seconda volta che Atzori lascia a casa il capocannoniere della scorsa serie B perché «ho sei attaccanti e non si può giocare in trenta». Sicché, Foti e Fornaroli meglio di Piovaccari? Perché lo vede troppo in carne? E' presuntuoso? Sfaticato? Ci ha litigato?
Quale che sia il motivo che indispone il tecnico, il buonsenso insegna che il modo migliore per far snellire i magnanimi lombi del corposo bomber dai piedi buoni e il chirurgico colpo di testa, che può giocare con profitto - all'occorrenza - tanto al posto di Pozzi quanto a quello di Bertani, sia semmai quello di farlo allenare e giocare di più.
Cinque turni di campionato ci hanno fatto capire che per onorare l'imperativo categorico di centrare uno dei primi due posti-promozione la Sampdoria dovrà ricorrere a tutte le migliori forze a propria disposizione (purtroppo manca da anni un terzino destro capace di difendere ma pure di giocare «alto» e «salire» con profitto in sovrapposizione: può farlo Rispoli?), sicché Atzori è chiamato a maneggiarle umilmente con cura. Giocarsi l'apporto decisivo di un elemento come Piovaccari sarebbe un delitto da talebani.
Di clamorosi autogol fuori-campo i tifosi sampdoriani ne hanno abbastanza. Sento parlare di possibile (probabile?) cessione di Piovaccari sul mercato di gennaio e inorridisco. La fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo. Basterà ricordare che, a gennaio dell'anno IV° di Novellino, ceduto Bonazzoli si ri-ruppe Bazzani; che a gennaio scorso ceduto Pazzini si ruppe Pozzi. Magari a febbraio si fermano appunto Pozzi e/o Bertani e ci ri-mangiamo le mani. Finché è in tempo, Edoardo Garrone metta le cose in chiaro.