José Aparicio Sanz & C.

È un gruppo di settantaquattro cattolici spagnoli uccisi nel corso della guerra civile del 1936-39 e appartenenti all’arcidiocesi di Valencia. Si tratta di trentasette sacerdoti; i restanti, diciannove donne e diciotto uomini, sono religiosi o laici dell'Azione Cattolica. Qui abbiamo spazio solo per parlare del capogruppo. José Aparicio Sanz era nato nel 1893 a Enguera e aveva studiato fino al diploma in istituti retti da religiosi. Sentendosi chiamato al sacerdozio, entrò nel Collegio di San Giuseppe, diretto dai Sacerdoti Operai Diocesani e fondato dal b. Manuel Domingo y Sol. Passato in seguito all’università, nel 1916 venne ordinato sacerdote dal vescovo di Segorbe, il b. Luís Amigó Ferrer. Fu mandato dapprima a Benalí, poi come coadiutore a Santa María de Oliva, economo a Benifallim, parroco titolare a Luchente. Qui, nella chiesa, si conservava il cosiddetto miracolo eucaristico di Daroca: due corporali macchiati del sangue di sei ostie consacrate e utilizzati in epoca medievale come vessilli di combattimento contro i musulmani. Nel 1929 il giovane parroco restaurò la diroccata «chiesa sul monte» del Corpus Christi e ne fece un centro di ritiri annuali. Nel 1930 don José Aparicio Sanz venne promosso arciprete e assegnato a Enguera, la sua città. Per i sei anni seguenti resse la locale parrocchia fino allo scoppio della guerra civile. Aveva quarantatré anni quando i rojos lo acciuffarono e lo portarono a fare la classica «passeggiatina» fino al luogo della fucilazione. Era un loro vezzo: non ammazzavano la gente lì dove si trovava ma sempre fuori mano. www.rinocammilleri.it