Josè e il sistema Italia

Perché non si è lanciato verso il quarto uomo sbracciando e urlando quando Mejuto Gonzales non ha sanzionato l'intervento di Samuel su Kalou, e perchè è rimasto calmo quando il medesimo non ha espulso l'argentino? Perché non ha protestato sulla trattenuta in area di Thiago Motta a Malouda?.

Celebrazioni per la vittoria di Champions ridotte all'osso perché la parte più interessante riguarda Josè Mourinho. Esiste una considerevole corrente di pensiero che si interroga e non si dà pace: perché non si è lanciato verso il quarto uomo sbracciando e urlando quando Mejuto Gonzales non ha sanzionato con il rigore l'intervento di Samuel su Kalou, e perchè è rimasto calmo in panchina quando il medesimo non ha espulso l'argentino per fallo da ultimo uomo? Perché non ha protestato sulla trattenuta in area di Thiago Motta a Malouda?. I pensieri proseguono: perché se non danno un rigore contro l'Inter ci sta, ma se non lo fischiano contro un'avversaria è complotto?
Sono considerazioni pertinenti che meritano una risposta. Josè come Leonardo che non ha urlato contro Rosetti per la trattenuta in area di Montolivo, come Allegri che non ha costretto Nenè a denunciare a Trefoloni il suo rinvio di pugno in piena area a Udine, ma del resto non lo ha fatto neppure Mazzarri quando Aronica ha respinto di braccio un cross di Maicon al San Paolo, con il buon Zaccheroni che non si è suicidato per non aver segnalato a Mazzoleni che quando Papastathopoulos inciampa su Del Piero siamo più vicini all'area della Juventus che a quella del Genoa. Josè come gli altri, non facciamolo sempre speciale anche quando non lo merita. Del resto, come Leonardo, ha ammesso che la decisione arbitrale lo ha premiato: «Il rigore per il Chelsea c'era, se non me lo avessero accordato mi sarei arrabbiato».
Poi c'è il complotto, brutta storia. Il complotto è una cosa seria, non si tira in ballo così tanto per dire, chiedete a De Laurentiis, Preziosi, Della Valle, oppure a Spinelli che ha già avvisato la concorrenza: «Vado avanti ancora un paio di settimane poi metto in campo la Primavera». È buona norma parlare di complotto dopo una sconfitta, in questo Josè è stato poco prudente e coerente, lo ha fatto dopo una vittoria. E ci ha messo il carico: «Fiorentina-Milan? Mi vergognavo di dare da mangiare ai miei figli col calcio quando ho saputo di Calciopoli». Ha promesso che terrà i toni bassi ma subito precisando che con questo atteggiamento per anni si è tenuto sotto traccia un sistema vigliacco. Per coincidenza ieri Luciano Moggi ha scaricato tutto sugli arbitri ribadendo il concetto: «Le grandi ricevono sempre un vantaggio, si chiama sudditanza psicologica». É una difesa preventiva o un messaggio a Preziosi, Spinelli e compagnia? Potrebbe anche essere di stimolo pensando a Inter-Sampdoria: il club di Garrone non è esattamente una grande ma se si creano certi presupposti può trarne vantaggio diretto. C'è da spaccarsi la testa. «Meglio non fare commenti su quanto avviene sugli altri campi», la prudenza del vicepresidente Angelo Mario Moratti che riprende la linea tracciata dal padre: «Vittoria importante - parole di Massimo Moratti -, non solo per la Champions ma anche per tutto il resto».
A Londra comunque saranno pure molto british ma l'hanno presa malissimo. «Chelsea furioso con l'arbitro», scrive il Sun che crocefigge Mejuto Gonzalez e titola «Blue Murder», omicidio blu. Ci sono anche elogi per Josè Mourinho definito dal Daily Mirror So special e Special 2-1 e anche tanta preoccupazione per il problema muscolare che potrebbe tenere a lungo lontano dal campo Petr Cech, oltre alla puntuale buona dose di gossip con Wayne Bridge che ha deciso di rinunciare alla nazionale pur di evitare un incontro con John Terry.
Ma la bordata di Josè: «Sono arrivato onesto, me ne andrò onesto, non mi cambierete», letta come accusa contro il sistema Italia e i fantasmi di Calciopoli, nervo scoperto delicatissimo, potrebbe far saltare sulla sedia la Procura federale che si muove autonomamente, legge i giornali, vede la tv e ascolta la radio. Balla l'articolo 1, dichiarazioni lesive e antisportive, potrebbe scattare un deferimento alla Commissione disciplinare. In genere si traduce in una ammenda ma può arrivare anche a una squalifica. Sarebbe un ulteriore accanimento, Josè non ne voleva parlare: «Altrimenti mi prendo altre tre giornate». Di sicuro non aiuta il ricorso che l'Inter sta preparando proprio per la riduzione della sua squalifica, oltre a quelle di Muntari e Cambiasso.