Josè fa l’agit-prop: «La Juve ha un’area di 25 metri»

Josè a tutto campo, contro tutti ma non da solo, ora più che mai ha dietro tutta la società perché l’appuntamento di mercoledì in Champions è un passaggio fondamentale nei cento anni del club, a quasi cinquanta dall’ultima vittoria europea.
Eppure se non perde con la Samp sono otto anni di imbattibilità casalinga. Josè parla di campionato e sotto c’è la musichetta: «Arriva il Chelsea e non faccio turn over. Con la Sampdoria gioca la formazione migliore perché il modo più sicuro per mantenere il vantaggio in classifica è vincere. Ho bisogno di punti. Il campionato non è chiuso, non c’è nessuno in Europa che ha già vinto il suo campionato, in Inghilterra, in Spagna, in Germania e in Portogallo è un testa a testa e la Roma è un’avversaria vera. Ha un gruppo di giocatori fantastico, ha la qualità per vincere uno scudetto. E il Milan se vince la partita che deve recuperare diventa secondo. Ecco perché il campionato è aperto ed ecco perché contro la Sampdoria gioca la squadra migliore». Un’altra lisciata al Milan: «Ha perso in Champions contro una grande, non una squadra di camerieri. Sarebbe fantastico un quarto contro di loro perché vorrebbe dire che tutte e due abbiamo superato il turno».
Poi spallate.
Non è un cambio di strategia, arriva il Josè tonico che non affronta per primo l’argomento ma se lo stuzzichi non accetta di farsi mettere in un angolo e il primo bersaglio è la Juventus. «Bettega non vuole che parlo di loro? E per quale motivo? Adesso tutti stanno parlando del furto che ha subito la Fiorentina e mi sembra giusto, loro lo meritano. Qualcuno mi spieghi perché non si dovrebbe parlare della Juventus, l’unica in Italia ad avere un’area di 25 metri (con evidente allusione al fallo commesso fuori area su Del Piero che ha fruttato un rigore, ndr)».
Secondo bersaglio il Napoli della coppia De Laurentiis-Mazzarri: «Il presidente del Napoli ha detto che non mi vorrebbe mai e preferisce Mazzarri? Ma lui non ha abbastanza soldi per me». Poi la Roma: «Dietro c’è una società furba, sa piangere quando vuole un giocatore e non ha i soldi per comprarlo. Poi però se gli vai a chiedere un suo giocatore, non te lo vende». Parlava di Julio Baptista?
Alla fine gli avversari di tutta la terra: «Giocano contro di noi come se dovessero disputare la finale della coppa del Mondo. È una realtà, tutte hanno una motivazione in più: battere Mourinho». Lui è pronto a sfidarli tutti assieme, a Napoli si è presentato in campo prima della partita con tutto il San Paolo che lo fischiava e lui, solo e a testa alta, ha fatto impazzire i tifosi nerazzurri. È così, prendere o lasciare, ieri ha tirato una sciabolata anche alla stampa spagnola e a quella inglese costretta poi alla smentita per una intervista mai rilasciata: «Lì hanno una gran voglia che io parli del Chelsea ma ci sono anche giornali che non sono onesti. Marca mi dà al Real? Non entro in questo gioco».