José González Huguet

Questo sacerdote spagnolo nacque nel 1874 ad Alacuás, nell’arcidiocesi di Valencia. Indirizzatosi ben presto verso il seminario, dopo gli studi teologici e il dottorato venne ordinato sacerdote nel 1898. Seguendo una trafila consueta, fu dapprima coadiutore presso la parrocchia di Sueca; poi, nel 1906, in quella di Paterna. Infine, venne nominato parroco titolare a Cheste, e qui rimase fino alla fine della vita, fine che, come vedremo, fu per così dire artificiale. I suoi venticinque anni da parroco a Cheste furono normalissimi: promozione dell’Azione Cattolica, della confraternita femminile “Marías de los Sagrarios”, dell’Adorazione Notturna. Già, l’adorazione. Al Santissimo, naturalmente. In questo corrente Anno dell’Eucarestia mi pare significativo il seguente episodio occorso a don José González Huguet. Una notte scoppiò un incendio nella chiesa parrocchiale, la quale andò completamente distrutta. Il parroco, da solo, si lanciò tra le fiamme per andare a recuperare il Santissimo, cosa che gli riuscì. Solo una fede assoluta nella Presenza Reale può giustificare un comportamento del genere, incomprensibile a chi non crede e magari eccessivo anche per chi crede (o crede di credere). Il resto degli anni don José li dedicò a cercare di ricostruire la sua chiesa, tentativo rallentato dal necessario e non facile reperimento dei fondi. E infine interrotto bruscamente dai rojos nel 1936, allo scoppio della guerra civile. Un parroco di tal fede non poteva essere lasciato in circolazione. Così, don José venne prelevato, portato in località Ribarroja de Turia e ammazzato.
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