José María Segura Penadés

Ancora un sacerdote spagnolo dell'arcidiocesi di Valencia trucidato dagli anarco-comunisti nel 1936, a meno di un mese dallo scoppio della guerra civile. Aveva quarantadue anni, don José María Segura Penadés, essendo nato nel 1896 a Onteniente. Seguì gli studi nel seminario e venne ordinato sacerdote nel 1921. Fu subito nominato coadiutore ad Albaida, nella parrocchia di Adzaneta. Ci rimase fino al 1929 occupandosi soprattutto dei giovani, per i quali creò una confraternita intitolata a s. Luigi Gonzaga e un patronato operaio. Quest'ultima opera forniva anche un servizio di scuola serale. Nel 1929, appunto, don Penadés venne trasferito nella sua cittadina natale, sempre come coadiutore, nella parrocchia di Santa María. Qui divenne assistente spirituale dei giovani dell'Azione Cattolica ed ebbe l'incarico di far da direttore alle scuole materne. Proveniva da una famiglia largamente agiata, che gli lasciò una cospicua eredità. Questa eredità egli la impiegò tutta nelle opere caritative, contentandosi di vivere molto modestamente. Ma venne il tempo della guerra civile e i miliziani bussarono alla sua porta. Il prete fu arrestato e portato via. Come sanno i lettori di questa rubrica, i rivoluzionari, chissà perché, non ammazzavano sul posto quelli che avevano deciso di eliminare, ma li portavano in luoghi fuori mano, divertendosi a far loro effettuare quella che chiamavano «la passeggiatina». Così, fucili spianati, anche il vice-parroco di Onteniente fu spintonato fino alla località detta Genovés. Il resto del copione fu il solito: una scarica e tanti saluti.
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