Josefa Idem, argento per 4 millesimi Boxe: Russo delude, battuto in finale

La &quot;mamma volante&quot;, 44 anni a settembre, perde l'oro allo sprint beffata dall'Ucraina Osypenko nel K1 500: &quot;Peccato, volevo far sentire l'inno ai miei figli&quot;. Poi sul futuro: &quot;Le medaglie olimpiche sono come un figlio, ne vuoi sempre un altro&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=285262" target="_blank">Il peso massimo ko con il russo Chakhkiev: è argento</a></strong>. Atletica: <strong><a href="/a.pic1?ID=285258" target="_blank">eliminata la Di Martino nell'alto</a></strong>

Pechino - Capolavoro Josefa, con la beffa del fotofinish. La Idem sfiora l'oro nella canoa K1 500 alla sua settima Olimpiade. L'argento è la quarta medaglia a cinque cerchi consecutiva, la quinta in assoluto (due le ha vinte da tedesca), per l'atleta naturalizzata per il matrimonio con Guglielmo Guerrini. E' il secondo argento, dopo quello di Atene 2004, l’oro di Sidney 2000 e il bronzo di Atlanta ’96. Dall'acqua non s'era accorta di nulla, spiega la Idem a fine. "Cavoli, però, solo quattro millesimi". E lei, sempre misurata, ponderata, quasi quasi stavolta si arrabbia. Per quell'ucraina con il cappellino scozzese, la Osypenko, che le sta a fianco, in corsia 3, e spunta proprio alla fine. Negli ultimi 50 metri.

Partenza lenta Josefa non era partita benissimo, sorpresa in avvio dall'ungherese Kovacs e dalla tedesca Wagner-Augustin, in acqua 4 e 5. Ma le ragazze sono giovani, scoppiettanti, piene di entusiasmo. Lei c'era a Los Angeles '84 e c'è oggi, Pechino 2008. E sul pontile ci sono Janek (13 anni) e Jonas (5), i suoi due biondissimi figli, che la guardano come si guarda un mito. "Hanno fatto un sogno - racconta a fine gara la Idem -. Mi hanno detto: 'Mamma vincevi l'argento'". Ma lei è da una vita che prova ad andare più forte anche dei sogni. Ci ha provato anche stavolta e ci è arrivata vicina. Ai 250 metri Josefa ha già ripreso le fanciulle ed è lì che le guata (seconda a 27 millesimi). Subito dopo l'intermedio mette il turbo e se ne va. Ma proprio quando sembra già di sentire l'inno di Mameli spunta la Osypenko.

Solo 4 millesimi Quattro millesimi e sarebbe stata medaglia d'oro: 1'50"673 il tempo di Inna Osypenko-Radomska, 1'50"677 quello della Idem. Alle loro spalle la tedesca Katrin Wagner-Augustin. Prima si abbraccia i suoi biondissimi pupi: "Avete visto la vecchietta...". Poi emerge l'unico dispiacere, che è proprio per Jonas e Janek: "I miei figli volevano sentire l’inno italiano, ma non ho potuto accontentarli, né posso dir loro che sarà per la prossima volta. Se ci sarà l’ottava Olimpiade per me? L’anno prossimo penso di gareggiare ancora - ha concluso l’azzurra - poi non lo so". Quindi, passata la premiazione, ci ripensa: "Continuare fino al 2012? Non lo so, ma perché escluderlo. È come quando partorisci: maledici il dolore, ma poi il figlio in braccio ti dà la voglia di un altro bambino. Così è per la medaglia e le Olimpiadi".