Joseph Fiennes: «Sarò Wojtyla giovane Coppola? Top secret»

L’attore di «Shakespeare in love» conferma la proposta del regista del «Padrino» e i contatti con la Lux vide per la fiction su Giovanni Paolo II

Lucio Giordano

da Ischia

Rosso d’Ischia del ’92, pastoso vino locale, e un bianco frizzantino del sole della California. Sono stati i soli testimoni della cena di domenica sera tra Joseph Fiennes e Francis Ford Coppola, che il vino lo produce nella sua tenuta ai bordi di San Francisco. Rosso e bianco sono finiti dritti dritti nei palati dei due. E non parleranno. Così come non parla il fascinoso interprete di Shakespeare in love. All’Ischia Globalfest, Fiennes è abbottonatissimo sul ritorno dietro la macchina da presa di Coppola, a distanza di otto anni dal suo ultimo film, The rainmaker. Dice: «Ho giurato a Francis di non raccontare niente della nostra chiacchierata. Posso solo confermare la sua proposta di affidarmi il ruolo di protagonista. Se interessa però posso dire che sia il rosso che il bianco erano molto gustosi».
La vacanza-lavoro è stata proficua per l’attore inglese. Qui ad Ischia gli hanno anche proposto la parte di Wojtyla giovane, nella nuova fiction della Lux vide in preparazione. Fiennes conferma: «Sì, ci sono stati dei contatti due mesi fa, tra il mio agente e l’amministratore delegato della società Matilde Bernabei. Qui ci siamo rivisti per discuterne ancora: dicono che fisicamente somiglio al Papa. Forse hanno ragione. E comunque interpretare un personaggio come Giovanni Paolo II, per me sarebbe un onore».
Intanto Fiennes prende il sole di Ischia, gioca molto a tennis, poi tra qualche settimana si infilerà nelle nebbie del West end inglese per interpretare Epitaffio per Gorge Dylan, un testo tratto da John Osborne, uno degli autori arrabbiati della Londra anni Settanta, tra i più saccheggiati dal teatro dell’epoca.
Già, perché Fiennes preferisce il palcoscenico ai set: «È il mio mezzo. E poi in questi ultimi due anni ho lavorato molto al cinema, dal Mercante di Venezia in poi. Avevo bisogno di una pausa». Ha interpretato Great Raid, ambientato nella seconda guerra mondiale in un campo di concentramento, Man to man, in cui è un ambizioso medico dell’epoca Vittoriana che cattura due pigmei e li uccide per farne degli esperimenti scientifici. E poi al fianco di Wynona Ryder, è il protagonista di una commedia agrodolce intitolata Darwin of woods che racconta con sguardo divertito la premiazione che avviene ogni anno negli Stati Uniti per la morte più ridicola. Ma negli Stati Uniti non ha mai pensato di trasferirsi. Dice: «Le mie radici sono europee e il mondo è diventato piccolo. In poche ore d’aereo sei dall’altra parte dell’oceano. Inoltre amo tantissimo l’Inghilterra per lasciarla, ancor di più dopo gli attacchi terroristici dei giorni scorsi a Londra. Così risolvo tutto con le mail, con le quali mi faccio mandare i copioni. Lo stesso metodo usato da mio fratello Ralph».
Che ormai non fa più ombra a Joseph, che sta diventando più famoso: «Questo non lo so, penso che Ralph sia ancora il più celebre dei Fiennes» si schermisce lui. Quindi aggiunge: «Di sicuro non ho mai sofferto la sua meravigliosa ed ingombrante presenza. Sono fiero di lui, del suo talento. E chi conosce bene la nostra famiglia sa che da sempre facciamo il tifo l’uno per l’altro».