Jovanotti pizzica Berlusconi, Baudo fa le valigie Emorragia di ascolti: è parità con i Cesaroni

Il rapper italiano ha infilato una battuta negativa sull’ex premier e inneggiato a Obama. Impazza il toto successore di Pippo. E <strong><a href="/a.pic1?ID=244969" target="_blank">la Mannoia vince</a></strong> la gara dei superbig fuori classifica. Ma <strong><a href="/a.pic1?ID=245098" target="_blank">il pubblico televisivo resta distante</a></strong>

Sanremo - Dieci a uno. La quota di Pippo Baudo a Sanremo 2009. Faccia un passo avanti chi ha voglia di puntare un euro. Facciano un passo avanti Baudo, a seguire Del Noce e, perché no?, anche Chiambretti. Tutti per uno, non euro, uno per tutti. Lo slogan di giornata è quello di ieri, salviamo il soldato Pippo. Le previsioni del tempo vanno verso la tempesta. La convenzione con il comune di Sanremo è a scadenza ma la vera data fatidica è a metà aprile, nel senso delle prossime elezioni politiche e amministrative. «Il festival va rivisto e riscritto ma non è detto che ci sia ancora io», ha detto Fabrizio Del Noce che, letto il bollettino meteorologico, ha capito che bisogna cambiare abbigliamento. Pippo Baudo ieri mattina si è svegliato con due linee di febbre, la voce arrochita di giovedì sera aveva fatto intendere che la situazione stava peggiorando, il logorio del festival moderno, la lettura dei giornali, i parenti serpenti hanno completato l’opera. Chiambretti doctor House: «Gli ascolti sono leggermente migliorati con la febbre, dunque se a Pippo viene la polmonite stabiliremo il record come Bonolis». Bonolis? È stato nominato il nome senza fare peccato. Puntualmente riappare nei cieli rivieraschi la sagoma del milionario alla ricerca dello show perduto. L’anno scorso accadde la stessa cosa, quest’anno vicende varie hanno ritardato l’apertura del dibattito. Ci siamo, non so se ci saremo, ha pensato Del Noce mentre al suo fianco i rappresentanti della municipalità, sindaco e assessore di Sanremo, hanno aperto una finestra nel buio: «Non è detto che in fase di ridiscussione sulla convenzione non si possa essere remissivi». Il solito politichese per dire: cinque sere sono tante, troppe, esagerate, forse sarebbe meglio stringere. Anche perché se il festival ha compiuto cinquantotto anni, Sanremo in quanto città, strutture ricettive. è rimasta al Ventinove, ma con i prezzi moltiplicati in euro. Torno al fattore B, Baudo-Bonolis. Del Noce oggi balla con Bonolis, domani non se la sente di tradire la professionalità di Baudo, intanto pensa a Carlo Conti, che, come si dice, si presenta bene e presenta anche meglio ma è così perfetto da scivolare come l’acqua sulle piume dell’oca. Si sussurra Fiorello (e c’è chi sogna ancora una sorpresa sua per stasera), si pensa a Frizzi poi spunta il jolly, Chiambretti, il più lesto a capire: non si sente da prima serata su Rai 1, amerebbe la seconda fascia dove impera Vespa. Ma non spara su Pippo: «Non ti tradiro, non ti chiederò gli alimenti come la Katia», ha scherzato sentendo odore di separazione. Poi c’è il problema dei costi, numero e cifra degli ospiti, cantanti e affini. L’anno scorso una delle battaglie fu proprio sugli ingaggi, i contratti sarebbero stati pubblicati per «trasparenza». Da un anno il sito Rai sull’argomento è una pagina bianca con la scritta lavori in corso. La serata, piena di ospiti forti (raggruppati in avvio per far decollare gli ascolti e difendersi dai Cesaroni, o no?), dedicata ai giovani, ha rivisto Chiambretti formula 1 e Baudo auto d’epoca che è riuscito pure a scippare al sodale la presentazione della giuria! Giorgia ha fatto sognare. Il «fango» di Jovanotti ha graffiato cuori e scaldato teste come la voce soffiata di Ben Harper «Tu non sapevi nemmeno chi era quando ti ho detto che lo volevo!» ha detto Lorenzo e ancora: «Ho firmato la liberatoria e ho messo clausola: è inutile»; «sappi che Harper è sostenitore di Obama, dovremmo votarlo anche noi», poi un mortaretto improvviso, acceso da Pierino, sparato da Lorenzo: «Nei bagni dello stadio di San Siro sei stato con Berlusconi, dimmi: arrivava al lavandino?» «Facevamo la pipì e ricordo che lui non si è lavato le mani». Il festival si è ricordato dei giovani alle ventidue e cinquanta, Ariel è stata la seconda a uscire sul palco. Poi si è andati avanti, che assurdo, fino all’una e mezzo. Complimenti a tutti. Stasera si chiude. Per fortuna.