Jovetic piega il Liverpool Inter, 1-1 in 10 a Kazan

La Fiorentina incanta in Champions: doppietta del montenegrino contro il Liverpool. I nerazzurri soffrono il Rubin, che va in vantaggio con Dominguez, pareggia Stankovic. Espulso Balotelli

Firenze - Spietato, tecnico, decisivo. Semplicemente fantastico. Ha una cascata di riccioli scuri e una faccia da rocker acido anni '70. Stevan Jovetic compirà 20 anni a novembre e arriva dal Montenegro. L'anno scorso sembrava un mezzo bidone di Pantaleo Corvino. Ma da agosto sta incantando Firenze. Nella stagione in cui Mutu deve pensare alle sue grane extracalcistiche e Gilardino salta due gare di Champions per squalifica spunta fuori lui. Ti qualifica ai gironi di Champions e ti tiene agganciato alle grandi in campionato. Poi c'è la sera del Liverpool. Quella da raccontare ai nipoti. Quella del primo tempo dominato in cui Gerrard e Torres (il più forte centrocampista del mondo e uno degli attaccanti giovani che diventeranno campionissimi) sembrano i frangiflutti del flipper viola che fa impazzire i reds. Domina Jovetic, detto Jo-Jo. Come quei giochini con la corda che salgono e scendono ogni suo affondo è un incubo per gli inglesi. Al 27' l'assist di Zanetti (monumentale a centrocampo) che recupera l'ennesimo pallone in pressing e serve il giovanotto sulla corsa. Destro incrociato che crocifigge Reina. Passano 11 minuti e Firenze urla nuovamente di gioia. Cross teso da sinistra di Vargas, ancora Jovetic ci mette la punta del piede e castiga il Liverpool per il 2-0. 

Sofferenza viola Il secondo tempo è arrembaggio inglese e sofferenza. C'era da aspettarselo. Ma la difesa viola regge alla grande. Gamberini e Dainelli giocano la loro migliore partita insieme da cerniera arretrata, Gobbi e Comotto presidiano le fasce. Frey è attentissimo. Gli unici due pericoli arrivano da Gerrard, prima di testa e poi su punizione, ma il capitano degli inglesi non trova mai la porta. E Firenze tira un sospiro di sollievo. La Fiorentina con questi tre punti raddrizza anche il girone, dopo la sconfitta nell'esordio di Lione. I francesi vincono facile a Budapest: 4-0 al Debrecen. I gol: nel primo tempo al 3' Kallstrom, al 13' Pjanic 13, al 24' Govou, e al 6' della ripresa Gomis. Ora in classifica il Lione ha 6 punti davanti a Fiorentina e Liverpool a quota 3. 

Kazan amara Non c'è il ghiaccio, ma all'Inter si gela il sangue. Sarà l'assenza di Diego Milito, il Principe è in tribuna per un affaticamento muscolare, sarà l'aria di Champions League. Ma l'avvio è tutto di marca russa. Dominguez, il trequartista argentino del Rubin, sembra indemoniato e mette a ferro e fuoco la difesa nerazzurra. E all'11' passano i russi. Discesa di 20 metri di Dominguez che si beve mezza difesa interista con un paio di finte, salta secco Samuel nel cuore dell'area e batte Julio Cesar. Il gol è un colpo sotto la cintura per gli uomini di Mourinho. Che vacillano ancora due volte: prima Julio Cesar salva la porta, poi è Cesar Navas, difensore centrale del Rubin, a sbagliare di testa da meno di un metro. Al 20' si sveglia Eto'o con una bella serpentina in area, ma per il pareggio bisogna aspettare il 27'. Maicon scende sulla destra e crossa al centro. I difensori avversari ignorano il taglio di Stankovic che, di testa, colpisce indisturbato: è 1-1. E pochi minuti dopo Balotelli colpisce la traversa con un tiro a giro da sinistra. All'intervallo si va in parità.

Rosso a Balotelli Mourinho striglia l'Inter e il secondo tempo sembra in discesa. A complicarlo ci si mette dopo un quarto d'ora appena Mario Balotelli. L'attaccante, già ammonito, scalcia un avversario che ha già dato via il pallone: giallo (forse eccessivo, l'intervento non è cattivo) e rosso. I nerazzurri si ritrovano in 10 e il piano partita cambia: da vincere la prima in Europa a non prenderle. La difesa interista sbanda nella mezz'ora finale, ma non arriva il tracollo. Almeno quattro le occasioni buone per il Rubin Kazan. La più pericolosa all'81'. Cross da sinistra di Cesar Navas dopo un corner, Bukharov fa la cosa migliore della sua partita non toccando il pallone. Semak viene smarcato sul secondo palo e, un po' defilato, batte Julio Cesar ma colpisce il palo. Finisce così, con un altro pareggio per l'Inter e il primo punto per il Rubin. E per i nerazzurri il cammino europeo si fa in salita. Il Barcellona supera la Dinamo Kiev per 2-0 (prima Messi e poi Pedrito) e se ne va. La classifica dice: Barcellona 4, Dinamo Kiev 3, Inter 2, Rubin Kazan 1. Mourinho ha un problema, come l'anno scorso. Il girone non è scontato.