Jowell-Mills, dopo 27 anni scoppia la coppia d’oro

da Londra

Una bufera si è abbattuta sulla vita privata di una coppia solida, marito e moglie da 27 anni, che a un certo punto non ha più retto agli affondo di una magistratura - quella milanese - incurante dello sconquasso che certe iniziative, alle volte prese con leggerezza, possono procurare. Così, Tessa Jowell, ministro britannico della Cultura, ha deciso di dire basta. Resta al suo posto a lato del premier Tony Blair - che l’ha sempre sostenuta - ma, benché certa dell’inconsistenza delle accuse rivolte contro il marito David Mills (che secondo i Pm milanesi avrebbe ricevuto 600mila dollari dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi come «regalo» per la propria testimonianza davanti ai giudici italiani), separa il proprio destino da quello del consorte. Dopo ventisette anni di matrimonio, il ministro e l’avvocato hanno annunciato «un periodo di separazione». Un matrimonio può resistere al logoramento del tempo, ma un’inchiesta giudiziaria può far danni seri.
Ad annunciare il mesto «capolinea», il legale di Mills. L’avvocato David Kirk ha riportato alcune frasi della Jowell. «Sono arrabbiata e imbarazzata per come le vicende finanziarie di mio marito abbiano finito con il danneggiare gravemente la mia reputazione».
David Mills, avvocato internazionale di successo, esperto d'arte, poliglotta (parla quattro lingue), ottimo cuoco e clarinettista, ha reagito con signorilità: «Mi assumo completamente le responsabilità per queste pressioni e per la situazione in cui ha posto mia moglie, che non ha avuto alcun ruolo né colpa in questa vicenda». Quindi, l’atto di dolore. «Sono mortificato che lei sia arrabbiata a causa dell’imbarazzo che le ha creato». Infine, l’augurio. «Spero che in futuro il nostro rapporto possa risanarsi. Ma date le attuali circostanze, abbiamo deciso un periodo di separazione».
Dunque, nulla di irreparabile. O così pare. Ma il timer della vita coniugale non sembra tarato a caso. Più le inchieste avanzano e si inseguono le dichiarazioni dei Pm milanesi, alcune smentite dallo stesso ministero, più il matrimonio indietreggia. Tutto tranquillo, infatti, fino alla scorsa settimana. La Jowell, fedele sostenitrice di Blair, esce indenne da un’inchiesta su una possibile infrazione del codice ministeriale per una vicenda finanziaria parallela a quella dell’(ex) marito. La pietra dello scandalo è il pagamento del mutuo per una casa londinese, avvenuto con un versamento di 600mila dollari proveniente dall’estero, fatto dal coniuge. Una cifra che - secondo gli inquirenti milanesi - corrisponde a quella che Mills avrebbe ricevuto da Berlusconi per alcune testimonianze «pilotate» nello stralcio di un’inchiesta sui diritti tv Mediaset che si è recentemente chiusa e che vede il fiscalista inglese accusato di corruzione. «Dichiarazioni estorte dai Pm - aveva ribattuto l’avvocato -. Quello che è matematicamente sicuro è che il presidente Berlusconi non mi ha pagato».
E a proposito di quella «donazione», la Jowell si era affrettata a dirsene estranea. «Non ne so nulla», la reazione a caldo. Passa qualche tempo, Mills torna prepotentemente protagonista nelle stanze della Procura milanese. La moglie precisa, a proposito di quei soldi, che «non è assolutamente vero, né io né mio marito nascondiamo un segreto oscuro». E aggiunge che «questo è un momento estremamente difficile, mio marito avrebbe dovuto informarmi». Prima crepa coniugale.
E mentre a Palazzo di Giustizia di Milano le comitive di reporter inglesi si fanno stanziali, la coppia d’oro del New Labour segna il passo. Sulle sponde del Tamigi, le sorti della Jowell sembrano sempre più legate all’Italia e alle notizie che filtrano dagli uffici dei Pm milanesi.
Ora «Lady Mills» ha fatto la sua scelta. Memore, forse, di quella norma del Codice di condotta ministeriale che impone a un membro del governo britannico di dichiarare qualsiasi attività finanziaria (propria o dei familiari) che li possa esporre a conflitto di interessi. Impeachment, detta all’inglese. Così, dopo che gli agenti di Scotland Yard le hanno bussato alla porta per una perquisizione con tanto di eco mediatica, dopo un’inchiesta italiana che ha investito il marito ed è arrivata a sfiorarla, e dopo quella del segretario di gabinetto di sua Maestà sir Gus O’ Donnel, che l’ha scagionata da ogni accusa, si è trovata a decidere tra matrimonio e politica. Sacrificando il marito sull’altare di Westminster.