Ma Jp Morgan critica gli olandesi: «Rilancio inadeguato»

da Milano

Il blitz con cui l’olandese Abn Amro ha ritoccato da 25 a 26,5 euro la propria Opa (Offerta pubblica di acquisto) su Antonveneta non convince Jp Morgan che, vista la massa critica raggiunta da Bipielle, consiglia ad Amsterdam di mollare la presa. Gli analisti della casa d’affari internazionale restano infatti «scettici» sulle probabilità di Abn di assicurarsi il controllo dell’ex popolare padovana presieduta da Tommaso Cartone.
Il giudizio è messo nero su bianco in un documento nel quale Jp Morgan ricorda la fotografia del capitale di Antonveneta: «La Lodi e i suoi amici sembrano avere il controllo di oltre il 50% delle azioni e appare improbabile che Abn possa rompere questa alleanza» attraverso i 50 centesimi in più offerti rispetto all’offerta di Lodi che, tra contanti e azioni, valorizza 26 euro ogni titolo di Padova. Insomma, il presidente Rikjman Groenink non ha visto aumentare le proprie possibilità di successo. Per Abn è quindi «tempo di sganciarsi» consigliano gli esperti di Jp Morgan ricordando, stupiti del rilancio, come la banca olandese sia stata più volte risoluta nel definire congrui i 25 euro precedentemente proposti. Come Standard & Poor’s (che ha lasciato invariato il rating su Abn Amro) anche Jp Morgan ammette il limitato impatto del rilancio sui conti del gruppo: si stima una diluizione dell’utile dell’1,5% nel 2006. Gli analisti di quest’ultima mettono tuttavia in guardia gli olandesi sulla reazione della Borsa dove ieri Abn, in ribasso del 2% in mattinata, ha ceduto l’1 per cento. Giudizi accolti con un atteggiamento glaciale da Jan Maarten de Jong: «Non replico nulla» ha detto il banchiere che ieri si trovava a Padova per il Cda di Antonveneta. Più esplicito Ton Gietman, analista della società di brokeraggio Petercam: «Con il rilancio, il management ignora il segnale degli investitori che non sono contenti dell’acquisizione in primo luogo, per non parlare del prezzo aumentato».\