Julia Fischer, un volto da favola e un violino che emoziona e incanta

Ci son figure, sogni, immagini nella fantasia nata dalla musica, che coltiviamo senza troppe illusioni d'incontrare nella vita che chiamiamo reale: il tenore del Trovatore forte e bello e vulnerabile, il flautista dalla vita faunesca e dal soffio boschivo e misterioso, la violinista snella e bionda con il volto che racchiude memorie di favola... Ogni tanto, si incarnano davvero. Accade ora con la violinista snella e bionda, ventiquattr'anni, volto dolce e concentrato come una creatura di Piero della Francesca, suono suadente senza mollezze, eloquenza sincera del fraseggio come un racconto, Julia Fischer, nata a Monaco di Baviera e già ricca di concerti con grandi direttori e di trofei di premi internazionali. In queste settimane si offre in Italia e altrove, alleata con il pianista Martin Helchmen, in un programma tutto di Schubert snocciolato con attenta e affettuosa comunicazione. Fascinosa, anche fisicamente non dimostrativa nel gesto ma raccolta nel suono, è un'apparizione felice.