Julieta Venegas: vi strego col pop latino

Antonio Lodetti

da Milano

Julieta Venegas, ovvero un’altra reginetta del pop via Internet. Il suo primo singolo Me voy - che impazza anche in radio e in tv ed è tratto dall’album Limon y sal - è saldamente in testa dalla classifica ufficiale dei brani più scaricati dalla rete, tenendo a debita distanza la rivale Bebe. Ma la Venegas è diversa, non ha puntato sulla rete per emergere; è il popolo del web che l’ha incoronata. «Ho sempre avuto la musica nel sangue - racconta - anche se ho cominciato con la musica classica, suonando pianoforte e violoncello, ma sempre con in testa l’idea di comporre prima o poi le mie canzoni».
Nata a Long Beach, California, ma cresciuta a Tijuana, sul confine messicano, è diventata una star in Sudamerica conquistando di riflesso anche la Spagna mescolando i profumi della musica popolare (dal bolero alle ballate mariachi) col gentile melodismo del pop e con la sensualità dei ritmi neolatini. «Mi considero una curiosa della musica; non ho mai tradito le mie origini ma mi interesso a tutto, dall’elettronica al rock. Quando scrivo lo faccio per raccontare una storia e negli arrangiamenti non pongo limiti. Non riesco a dire: ora scrivo un pezzo dance, o soul, o pop. Nasce tutto naturalmente». Limon y sal è un album semplice e giocato sulla spontaneità; non un disco da cui aspettarsi impegno o spessore emozionale, ma un pizzico di romanticismo e di divertimento condito con gusto. «Nel 1997, quando ho inciso Aqui, il mio primo cd, scrivevo musica per il teatro, per opere importanti come Sirenas de corazón di Ed Coward. Le canzoni però hanno un passo diverso, bisogna condensare i sentimenti in pochi minuti. Sono molto soddisfatta del mio modo di esprimermi». A 36 anni Julieta non è la solita ragazzina che sogna di fare la popstar. «Non canto per far impazzire i teen ager; la mia sarà anche musica leggera ma gli artisti che ho amato di più sono Caetano Veloso, Lou Reed, Tom Waits, Suzanne Vega». Artisti maledetti che poco hanno a che fare col suo stile solare e giocoso. «Ma con me hanno collaborato anche personaggi come Joe Gore che ha lavorato con Waits, Joey Waronker che ha suonato la batteria con Beck, Paul McCartney, i Rem, e con Steve Berlin dei Los Lobos». Non a caso il suo Buenivento del 2000 è stato definito da Rolling Stone il sogno pop di una ragazza latina. Riuscirà a sfondare in Europa? «Ai Paesi anglosassoni penserò dopo. Ora penso all’Italia. Nelle radio il singolo va bene e anche il video; sono stata ad Arezzowave e il pubblico giovane mi ha apprezzato. Presto verrò in tournée: il palco sarà il vero banco di prova».