Julio Cesar: «Felice di essere come Buffon»

MilanoL'immagine dell'Inter che vince, e continua a vincere, riflessa nello specchio non può che avere le sembianze di Javier Zanetti. La fascia al braccio aiuta, certo: ma la solidità e la continuità della squadra di Mourinho è la stessa del capitano interista. «Sono contento dei complimenti che riceviamo, perché significa che si è vinto qualcosa di importante: e noi ci stiamo accorgendo che non ci si stanca mai a vincere. Con quattro scudetti di fila entriamo nella storia dell'Inter, è tutto così bello». Talmente bello che Amantino Mancini, non certo una stagione brillante, trova un lato positivo nel ritiro, odiato dai calciatori di tutto il mondo: «È stato il più bello della mia vita». Eh sì, vincere senza giocare può anche riservare belle sorprese. «La mia annata non è stata buona ma finalmente ho vinto lo scudetto e questo mi ripaga di tutto. Il mio futuro sarà lontano dall'Inter? Ma va!». Stessa nazionalità ma ruolo completamente diverso, eppure stessa gioia, è Julio Cesar. «Non ci sono parole per descrivere questa gioia, è meraviglioso. Sono contento degli elogi ma soprattutto di essere arrivato a livello di portieri come Buffon».
E se Luis Figo sostanzialmente saluta («Credo proprio che sia l'ultima stagione qui»), Dejan Stankovic, cuore e polmoni, trova anche la forza di ammettere le colpe di questa Inter: «Non è contro il Manchester che abbiamo perso la Champions League. L'abbiamo persa arrivando secondi in un girone abbordabile. Ma abbiamo capito i nostri sbagli e siamo pronti a riprovarci». È anche il pensiero di un suo compagno di reparto: «Mentalmente siamo cresciuti» conferma Esteban Cambiasso. Che mette la parola fine alla querelle con Ambrosini: «Mi sono sentito con Massimo, non c'è nessun problema. Siamo persone intelligenti». Ivan Cordoba invece trova ancora un obiettivo da raggiungere: «Essere la miglior difesa del campionato, ci teniamo tantissimo».
La chiusura è di due giocatori agli antipodi, quantomeno come dato anagrafico. Paolo Orlandoni, l'eterna riserva improvvisamente diventata star: «Il mister mi ha fatto un regalo incredibile. Qui mi aiutano tutti, non mi pesa fare il terzo portiere». Il «bambino» Davide Santon, in parte copia il compagno: «Se sono approdato in prima squadra è merito della fiducia che mi ha dato Mourinho, con la carica che mi dà riesco sempre a migliorarmi. Questo scudetto è merito suo». Scena da maestro e allievo: ma se funziona, come ha funzionato anche per Balotelli, perché negarlo? Uno scudetto si raggiunge anche così.