Juncker: "L'Italia rispetti l'Europa. Con il tesoretto va ridotto il deficit"

Il presidente dell'Eurogruppo attacca duramente il governo sulla gestione dell'extragettito e sul prossimo Dpef: "Entro il 2010 il deficit deve andare allo 0% del pil. L'Italia è inserita nell'area euro non è libera di distribuire i frutti della crescita come vuole"

Bruxelles - Ancora un richiamo dell'Europa all'Italia sui conti pubblici. Il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker, ha ribadito che tutte le entrate fiscali supplementari vanno destinate alla riduzione del deficit del debito, "per accelerare il risanamento dei conti che per tutti i Paesi dell’Eurozona deve avvenire al massimo entro il 2010". Parlando davanti alla commissione Affari economici e monetari del parlamento europeo ha sottolineato come la discesa sotto il 3% degli ultimi Paesi in deficit eccessivo sia "solo una vittoria parziale, perché comunque un livello di indebitamento molto elevato richiede sforzi supplementari. Sforzi - ha insistito - che dovranno essere fatti per garantire il raggiungimento degli obiettivi di medio termine a partire dal pareggio di bilancio". In particolare, Juncker ha spiegato come "i Paesi che non hanno ancora raggiunto questo obiettivo di medio termine dovranno farlo rapidamente, facendo in modo che ci sia una correzione strutturale almeno dello 0,5% l’anno, conseguendo così gli obiettivi di medio termine nel 2008 e nel 2009. Comunque - ha aggiunto - tutti i Paesi dovranno raggiungere questo obiettivo al massimo nel 2010".

Messaggio all'Italia "Lancio un appello all’Italia perché sia responsabile, anche nei confronti di tutti i Paesi della zona dell’euro"  ha detto Juncker a proposito del dibattito in corso sul Dpef. "Il dibattito in corso in Italia - ha spiegato - non esisterebbe se non avesse un enorme debito pubblico e se non fosse ancora così lontana dall’obiettivo di medio termine. L’Italia del resto, deve ricordarsi che è responsabile anche nei confronti di tutta la zona dell’euro e non è libera di distribuire i frutti della crescita come vuole lei. Se l’Italia non riuscirà a ridurre in maniera sostanziale il proprio debito e non risanerà i suoi conti al più tardi nel 2010 ci saranno dei seri problemi anche per l’intera area euro. Per questo mi appello alla solidarietà dell’Italia, che dall’introduzione dell’euro ha tratto molti vantaggi, non fosse altro che per la riduzione dei tassi d’interesse. Certo - ha aggiunto il presidente dell’Eurogruppo - vedo i rischi sociali che potrebbero sorgere, ma l’Italia deve ricordare che quasi tutti gli altri Paesi hanno riportato in buono stato le loro finanze pubbliche. Per questo l’Italia - ha concluso Juncker - deve fare di tutto per rimediare e correggere questa situazione".