Junker frena la Germania: per la nuova presidenza i giochi sono ancora aperti

È ancora lunga la strada della Germania verso la presidenza della Bce. Il presidente dell’Eurogruppo, il lussemburghese Jean-Claude Junker, getta un po’ d’acqua sulle ambizioni di Berlino, che fra una ventina di mesi vorrebbe piazzare il governatore della Bundesbank Axel Weber al posto di Jean-Claude Trichet. «Non sosterrò che la Germania debba avere la presidenza a qualsiasi condizione - spiega in un’intervista alla radio tedesca - : dovrà combattere per la nomina. L’idea di avere un banchiere del Sud come vicepresidente - continua, riferendosi alla nomina di Vitor Constancio - e uno del Nord, ad esempio un tedesco, come presidente, dimostra una visione di breve periodo». Ad esempio Junker mette in campo il connazionale Yves Mersch, che «capisce le cose e sa come affrontarle». Mersch, peraltro, era candidato anche alla vicepresidenza ed è stato nettamente battuto dal portoghese Constancio.
L’Italia ha grande interesse alla questione perché uno dei candidati più credibili, se non il più credibile, è il governatore di Bankitalia Mario Draghi. Il nostro banchiere centrale guida inoltre il Financial Stability Board, l’organismo incaricato dal G20 di riscrivere le regole post-crisi della finanza internazionale. Si dice che, avendo il Portogallo ottenuto la vicepresidenza della Banca centrale, un altro Paese del Sud europa non potrebbe ottenere la presidenza. Idea balzana, considerando che il primo presidente della Bce è stato l’olandese Wim Duisenberg, e il primo vicepresidente il francese Christian Noyer (oggi alla guida della Banca di Francia), esponenti di due Paesi del Nord. Tuttavia un sondaggio della Bloomberg indica in Weber il candidato maggiormente favorito, seguito a netta distanza da Draghi.
Constancio sostituisce alla vicepresidenza della banca un altro «meridionale», il greco Lucas Papademos. Sessantasei anni, è stato eletto parlamentare nel ’76, è diventato ministro delle Finanze nel ’78 e governatore della banca centrale portoghese nel biennio 1985-86. Tentò la scalata a primo ministro nell’87, senza riuscirvi. È rientrato alla guida della banca del Portogallo nel 2000. Nel 2007 è stato protagonista di una discussione proprio con Weber in seno al Consiglio della Bce: il tedesco chiedeva un rialzo dei tassi d’interesse, ma Constancio osservò che i rialzi dell’inflazione non sarebbero durati. Come si è visto, aveva ragione.
La nomina di Constancio dovrà essere ratificata dal parlamento europeo, dal Consiglio della Bce e dai capi di Stato e di governo dell’Unione. Il Portogallo, un Paese di soli 10 milioni di abitanti, si avvia così ad essere super-rappresentato ai vertici europei, visto che anche il presidente della Commissione, Manuel Barroso, è lusitano.