Juste Ranfer de Bretenières

Il barone Juste Ranfer de Bretenières nacque nel 1838 a Chalon-sur-Saône. Desiderando diventare missionario, studiò nel celebre seminario di Saint-Sulpice, poi nel 1860 entrò in quello delle Missioni Estere a Parigi. Quattro anni dopo ricevette l’ordinazione sacerdotale e partì per la Corea. Ma dovette fermarsi qualche tempo in Manciuria, a Yang-Kuan, prima di poter penetrare clandestinamente in Corea. Qui, tanto per cambiare, la situazione non era sicura e i ripetuti editti anticristiani mietevano martiri. Il padre Ranfer de Bretenières riuscì ad arrivare, assieme a tre confratelli, a Seul, dove venne accolto dal vicario apostolico Simeon-François Berneux. Era il maggio del 1865. Purtroppo l’attività dei missionari francesi era destinata a durare poco. Infatti, nel febbraio dell’anno seguente scoppiò l’ennesima persecuzione anticristiana, che si rivelò la più violenta di tutte. Furono catturati il vicario apostolico e i padri Juste Ranfer de Bretenières, Louis Beaulieu ed Henry Dorie. Sbattuti in una tipica prigione asiatica, costretti a stare in mezzo agli escrementi, venivano sottoposti ogni giorno a estenuanti interrogatori alternati a torture. Dopo dieci giorni di questo trattamento, furono condannati a morte e decapitati. I loro corpi rimasero tre giorni allo scoperto e poi gettati in una fossa comune. Solo dopo qualche mese i cristiani locali poterono recuperarli per seppellirli più degnamente. Nell’ultimo anno del secolo i martiri trovarono collocazione nella cattedrale di Seul.