Juve, ammissione choc «Accettata la B perché eravamo da C»

Lo ha detto l’avvocato Zaccone all’assemblea della società. Molti piccoli azionisti chiedono le dimissioni di Cobolli Gigli, che replica: «Da qui non me ne vado»

da Torino
Assemblea degli azionisti della Juventus, ore 14,50. Tirato in ballo più volte dagli interventi dei presenti, l'avvocato Cesare Zaccone - il legale che ha difeso la Signora del calcio italiano durante calciopoli - accetta di prendere la parola. A sorpresa: per rispondere ad attacchi pesanti che avevano riguardato lui, il presidente Cobolli Gigli e l'amministratore delegato Blanc. Il preambolo è soft, quello che ne segue proprio no. A poche ore dall'ufficializzazione del lodo arbitrale, ecco il punto di vista di chi ha cercato di difendere la Juventus in un'estate a dir poco rovente: «Sono stato incaricato di questo mandato perché esperto di diritto e solo perché l'avvocato Chiusano, che si sarebbe comportato senza dubbio meglio di me, non è più tra noi. Intendo chiarire una volta per tutte come sono andate le cose, precisando di non avere mai ricevuto pressioni sulla linea da tenere durante lo svolgimento del processo: se così fosse stato, me ne sarei andato immediatamente». Dopo di che, via con l'accorata difesa personale: «In cinque giorni io e i miei colleghi abbiamo dovuto prendere in esame 7.500 pagine dove erano riportati fatti gravissimi. Chi rimpiange Moggi e Giraudo dovrebbe leggere certe cose, prima di parlare. Secondo quanto emerso, quattro partite che avevano visto protagonista la Juventus erano state influenzate dall'operato dei due dirigenti. A quel punto potevamo scegliere tra due strade: difendere anche Moggi e Giraudo, con il risultato che la posizione della Juventus ne sarebbe risultata inesorabilmente compromessa, oppure prenderne le distanze. Abbiamo deciso per questa seconda, non credo avessimo altre possibilità». Una breve pausa, poi ancora: «Quando abbiamo dichiarato che avremmo accettato la serie B con una congrua penalizzazione, lo abbiamo fatto mettendoci in relazione con le altre società per cui era stata chiesta la retrocessione nella serie cadetta. Ma sia chiaro che le carte processuali nei nostri confronti erano drammatiche e portavano dritte in serie C: il che avrebbe significato la serranda per la Juventus». La sparizione, insomma.
Si è trattato quindi di un'assemblea dai toni durissimi, in cui l'attuale management è stato attaccato su tutta la linea da parte di alcuni piccoli azionisti che hanno usato toni forti rimpiangendo «San Luciano», accusando l'attuale dirigenza di «non avere gli attributi come testimonia il mancato ricorso al Tar». Qualcuno ha anche chiesto le dimissioni di Cobolli Gigli, un altro ha paragonato Blanc a un gufo invitandolo a tornare in Francia e via di questo passo. Una giornata surreale: «Io non ho alcuna intenzione di andarmene - ha replicato il presidente -. Il nostro primo obiettivo è quello di riportare la Juve ai massimi livelli. Ci accusano di volere essere simpatici e basta: scordatevelo, noi vogliamo vincere sempre. Questo però non significa non provare a riformare il calcio con un atteggiamento costruttivo che i presidenti di serie B stanno dimostrando di apprezzare». Frasi pronunciate con voce ferma, mentre pollice e indice della mano destra martoriavano una povera biro: «Se faremo causa a Moggi e Giraudo? Aspettiamo le decisioni della giustizia ordinaria, poi decideremo». Nel frattempo, c'è da pensare all'oggi e a contratti di sponsorizzazione rinegoziati o da rinegoziare: «Con Sky e Nike - ha spiegato Blanc - abbiamo raggiunto un accordo sulla base di un 30% in meno rispetto a quanto ci versavano l'anno scorso. Con Tamoil chiuderemo entro fine novembre, ma solo per l'attuale stagione: la possibile cessione del gruppo alla Erg non ci permette altro». In sintesi: Sky versa adesso 53 milioni l'anno (dagli 80 di prima), Nike 13 (da 20). Tamoil ne garantiva 14 e, in proporzione, dovrebbe chiudere intorno ai nove. Chicca finale: per l'arrivo di Vieira a Torino, due estati fa, la mediazione era costata 2.6 milioni. Naturalmente l'ex capitano dei Gunners era assistito da Alessandro Moggi.