«Juve in C, Milan, Lazio e Fiorentina in B»

Il milanista Meani rischia cinque anni di sospensione

da Roma
Un terremoto, uno tsunami, chiamatelo come volete, ma le proposte del Procuratore federale Stefano Palazzi nel processo sullo scandalo del calcio in corso all’Olimpico, hanno il gusto della rivoluzione nel mondo del calcio. Una autentica ecatombe per le 4 società deferite e per gli altri 26 soggetti che nelle sale blindate dello stadio romano: per molti di loro è in pratica l’addio al football. Fiorentina, Lazio e Milan retrocesse in B, con l’aggiunta di penalizzazione di punti; la Juventus addirittura in serie C (sarà il Commissario straordinario Guido Rossi a dover decidere tra la C1 e la C2): così viene riscritta la geografia del calcio italiano. Quelle di Palazzi, il 45enne magistrato militare napoletano, sono richieste choc che i collegi difensivi non s’aspettavano, ma che, vista le decisione con la quale la Caf aveva il giorno prima respinto tutte le eccezioni procedurali, erano nell’aria. C’era puzza di bruciato e il decisionismo del presidente Cesare Ruperto era proprio il segnale che il vento stava cambiando. Il buonismo dei giorni scorsi, i condizionamenti indiretti che da più parti si sono fatti sentire, anche dalla stessa Germania (vedi ritiro azzurro), per un accomodamento di questo scandalo, sono andati letteralmente a farsi benedire. Palazzi non ha guardato in faccia nessuno: ha deferito in base alla relazione (193 pagine) di Francesco Saverio Borrelli e con altrettanta decisione ha ribadito ieri mattina le sue richieste, senza derogare di una virgola da quelli che erano i capi accusatori. Il famigerato articolo 6, quello dell’illecito sportivo, principio cardine della giustizia sportiva, ha trovato la sua piena e totale applicazione contro grandi e piccoli, dirigenti federali, ex designatori e arbitri. D’accordo, sono solo proposte, le difese hanno la possibilità di controbattere, ma l’impatto è da urlo.
Queste le richieste formulate da Palazzi:
Juventus in C, esclusione dal campionato di competenza e penalizzazione di 6 punti nel campionato in cui verrà assegnata che dovrà essere inferiore alla serie B. Inoltre revoca dello scudetto 2004/05 e non assegnazione del titolo 2005/06.
Lazio, Fiorentina e Milan in B. Per i tre club retrocessione all’ultimo posto del campionato, con retrocessione in serie B e 15 punti di penalizzazione per viola e biancocelesti, 3 invece per i rossoneri.
Moggi stop col calcio. Luciano Moggi, irreperibile anche per il suo avvocato che ha candidamente dichiarato di non essere riuscito a mettersi in contatto con lui, si prende 5 anni di inibizione a svolgere ogni attività in seno alla Figc, a ricoprire cariche federali e a rappresentare le società nell’ambito federale. Ma, poiché la radiazione non è più prevista dall’ordinamento sportivo dato che le sanzioni non possono superare i 5 anni, Palazzi ha proposto alla Presidenza federale che venga dichiarata la preclusione futura in qualsiasi ruolo o categoria della Figc. Se non è radiazione, poco ci manca; l’importante, per il procuratote federale, è che chi viene inibito così a lungo non possa più rientrare nel calcio. Ma non è finita per l’ex direttore generale bianconero, l’uomo che avrebbe creato la cupola, perché grazie all’applicazione della «continuazione del reato», è stata chiesta anche un’ammenda di 5.000 euro per ogni episodio di illecito per il quale verrà condannato.
Per Antonio Giraudo, ex ad della Juve, che ora potrà tornare a fare l’immobiliarista, 5 anni di stop e proposta di preclusione, con appena però 5.000 euro di ammenda per il famoso sequestro di persona a Reggio Calabria dell’arbitro Paparesta.
A casa i Della Valle. Brutta botta per i fratelli Diego e Andrea Della Valle e per la Fiorentina: richieste in fotocopia per loro, con i soliti 5 anni, la proposta di preclusione e 5.000 euro per ogni illecito consumato. L’ad viola Sandro Mencucci li segue a ruota, ma se la cava (si fa per dire) con appena 5.000 euro di ammenda.
Lazio e Lotito nei guai. Claudio Lotito (definito da Mazzini un «rompiglione») subisce lo stesso trattamento dei Della Valle, così come la Lazio che viene equiparata, quanto a illeciti sportivi, in tutto e per tutto alla Fiorentina.
Sorpresa Milan. Non se l’aspettava Adriano Galliani che, nei giorni scorsi, aveva fatto di tutto per scaricare il dirigente addetto agli arbitri Leonardo Meani. Il presidente della Lega (lo sarà fino alle elezioni del 26 luglio) rischia una inibizione di 2 anni per violazione dell’articolo 1 (lealtà e probità), mentre il chiacchierone (telefonico) Meani si becca 5 anni di inibizione, la proposta di preclusione e un’ammenda di 5.000 euro ma, soprattutto, trascina il Milan in B per la responsabilità oggettiva dell’articolo 6 (illecito sportivo).
Addio al calcio per Carraro e bella compagnia. Franco Carraro, ex di tutto: Milan, Lega, Coni, Federcalcio, sindaco di Roma, ministro del Turismo, attualmente membro del Cio e chi più ne ha più ne metta, va incontro al definitivo addio al calcio con 5 anni di inibizione e la proposta di preclusione. Stessa sanzione anche per il suo vice Innocenzo Mazzini (con 5.000 euro per ogni illecito riconosciutogli), per gli ex designatori Paolo Bergamo (che ha annunciato le dimissioni dall’Aia, ma che sono state respinte dalla Caf) e Pierluigi Pairetto e per l’ex presidente Aia Tullio Lanese. Per l’assicuratore di Livorno anche i soliti 5.000 euro per ogni illecito e solo 5.000 invece per il veterinario di Nichelino.
Stangata sugli arbitri. Danno l’addio al fischietto i vari De Santis, Bertini, Dondarini, Messina, Rocchi, Tagliavento: 5 anni più proposta di preclusione e per De Santis anche un’ammenda per ogni episodio illecito. Due anni di inibizione al designatore dei guardalinee, Gennaro Mazzei. Il sequestrato di Reggio Calabria, Gianluca Paparesta se la cava con un anno (articolo 1), insieme all’osservatore Piero Ingargiola e agli assistenti Claudio Puglisi e Fabrizio Babini.
Se non è stangata questa...