Juve, ecco come sprecare un’occasione e non poter neanche recriminare

Nel match col Genoa nei primi 45’ domina l’arbitro: s’inventa il gol in differita e un
rigore per la Juve I bianconeri recuperano due volte, anche in dieci.
Poi però si fanno infilare da Palladino

Genova È la notte del Genoa. È la notte in cui Marassi vede veramente spalancarsi le porte dell'Europa che conta. Trentacinquemila in delirio per un risultato che ha qualcosa di storico anche per come è maturato in una partita piena di colpi di scena e di episodi dubbi, da una parte e dall'altra, in una partita mal diretta da Rocchi, arbitro già chiacchierato alla vigilia. La Juventus cade sotto i colpi del Genoa, ma soprattutto stonano Ranieri ed una squadra che non esprime un gioco lucido dimostrando anche nervosismo. Che sia la serata del Grifone si capisce sin dall'inizio.
Il Genoa parte in quarta schiacciando la Juventus nella sua metà campo. Al 5' Palladino su cross dalla destra di Mesto aggancia e supera Buffon ma sulla linea di porta trova Zebina che respinge. Il Genoa ha idee, velocità e freschezza, la Juventus punta a controllare sperando nel contropiede ma al 30' su un'azione in velocità di Mesto, che viene atterrato al limite dell'area di rigore, Thiago Motta raccoglie una palla vagante e infila il portiere della nazionale. 1-0 con accesissime polemiche bianconere che contestano Rocchi accusandolo di aver fischiato un fallo su Mesto prima della conclusione di Motta.
L'orologio scorre, la Juve reagisce con un paio di corner non sfruttati a dovere ma a tre minuti dalla fine del primo tempo la frittata la fa Bocchetti che tentenna nel liberare un pallone al limite dell'area rossoblù. Lo capisce Del Piero che contrasta il difensore avversario e gli porta via palla. In area di rigore Ferrari entra sul capitano bianconero e lo mette giù. Rocchi guarda diretto verso il dischetto e anche in questo caso le polemiche si sprecano. Lo stadio diventa un catino infuocato che ha l'arbitro nel mirino. Rocchi ne combina un'altra al 45': contrasto Juric-Chiellini sulla trequarti di campo. Il fallo sembra del centrocampista del Grifone ma l'arbitro concede la punizione per i padroni di casa. Batte lo stesso Juric che pennella per Thiago Motta: prepotente il suo colpo di testa e Buffon non ci può arrivare.
Accende il secondo tempo Pavel Nedved che nella stessa azione va due volte alla conclusione, il primo tiro è respinto nell'area piccola da Biava, la seconda finisce alta di poco. Al 65' la squadra di Ranieri rimane in dieci uomini. Camoranesi alza la gamba su Sculli che tenta una ripartenza sulla fascia destra: per l'arbitro è da cartellino rosso e l'italo-argentino si scusa e se ne va negli spogliatoi. Per la panchina della Juventus, che era pronta a mettere in campo Giovinco, è tutto da ripensare. C'è ancora Iaquinta a provare a sfondare, ma qualsiasi offensiva bianconera si infrange contro il muro rossoblù. Anzi, la Juve a testa bassa ha anche il demerito di lasciare praterie per il contropiede del Genoa. Ne approfittano Rossi, Jankovic, Palladino e Sculli che arrivano verso la porta di Buffon in ogni modo. Al 72' Sculli chiama Buffon alla parata della serata con un tiro a girare sul palo lontano che l'azzurro ribatte in angolo con un colpo di reni. Poi il pareggio bianconero. Un Nedved caparbio entra in area e vede Iaquinta che a tu per tu con Rubinho non sbaglia la mira per il pareggio.
Quando sembra finire sul pari è ancora il Grifone a tirare fuori gli artigli. Straordinaria azione di contropiede all'88’ con Olivera che serve Rossi a centrocampo sulla fascia destra, incursione fino all'area di rigore e Palladino dall'altezza del dischetto batte Buffon. Non c'è tempo per provare a rimediare il risultato. La frittata bianconera è servita: l’aggancio all'Inter resta una pura ipotesi.