La Juve francese sceglie Deschamps Lo manda Platini

Alessandro Parini

da Torino

Didier Deschamps è il nuovo allenatore della Juventus. Ufficialmente, questa volta. Nessuno scherzo dietro l'angolo, nessun Moggi che promette sapendo di non poter mantenere, nessun Capello che aspetta sornione nelle retrovie per poi piazzare la volata vincente: Deschamps doveva essere e Deschamps è stato. Non come due anni fa, quando il francese di Bayonne era stato illuso e poi sorpassato da Capello, scelto settimane prima da Umberto Agnelli. Questa volta ha vinto lui, battendo in volata Roberto Donadoni, Alberto Zaccheroni, magari Claudio Ranieri e Claudio Gentile. Alle spalle ha una storia in bianconero di tutto rispetto, fatta di sudore e fatica, di titoli vinti e di un centrocampo in cui faceva bella mostra di sé anche un certo Zinedine Zidane. Era un giocatore tutto sostanza e pochi fronzoli, Deschamps: la sua Juve proverà ad assomigliargli, soprattutto se partirà davvero dalla serie B (o dalla serie C, viste le richieste del procuratore Palazzi) e quindi da un campionato duro, difficile, scorbutico e antipatico.
Trentotto anni da compiere il prossimo 15 ottobre, Deschamps ha firmato un contratto biennale. Pare che non guadagnerà tantissimo: meno di un milione a stagione. Nella Juve ha giocato dal 1994 al 1999, vincendo tre le altre cose tre scudetti, una Coppa Campioni e una Coppa Intercontinentale. In totale, 178 presenze e 4 gol, prima di lasciare Torino e di trasferirsi al Chelsea dove però non ebbe grande fortuna e, anzi, litigò spesso e volentieri con Gianluca Vialli. Già all'epoca, probabilmente, Deschamps sapeva che avrebbe fatto l'allenatore: chiuse la carriera al Valencia e cominciò quasi subito quella di tecnico con il Monaco. Campionato sfiorato, la finale di Champions League persa nel 2004 contro il Porto di Mourinho. Erano quelli i mesi in cui, appunto, si parlava di lui come il futuro allenatore della Juventus: peccato che la Triade gli fece annusare la preda salvo poi togliergliela sul più bello. Lui ci rimase male, ma non andò mai in escandescenze.
La Juventus si è così ancor più francesizzata, con un amministratore delegato d'Oltralpe (Jean-Claude Blanc) e un suggeritore nemmeno troppo occulto che risponde al nome e al cognome di Michel Platini. Il compito sarà duro, inutile negarlo: bisognerà ripartire - fin da sabato, primo giorno di raduno, naturalmente senza i nazionali - facendo a meno di parecchi senatori e affidandosi a tanti giovani di belle speranze, ai quali si sono aggiunti i tre nuovi acquisti Bojinov, Marchionni e Cristiano Zanetti. I prossimi giorni serviranno a capire che forma prenderà la nuova Juve, mentre lo staff di Deschamps è già pronto: l'inseparabile Antonio Pintus preparatore atletico, Narciso Pezzotti (vice di Lippi nella recente avventura mondiale) tecnico in seconda, Michelangelo Rampulla allenatore dei portieri, Ciro Ferrara responsabile del settore giovanile.
Dubbi sull'etica lavorativa di Deschamps non ce ne sono: saranno invece da valutare la sua adattabilità a un campionato che non conosce e la malleabilità di un carattere non proprio tenero. Per tornare ai tempi in cui era giocatore a Torino, si ricordano un furibondo litigio con Marcello Lippi e rapporti non idilliaci con il preparatore atletico Gian Piero Ventrone. Al Chelsea arrivarono poi - come detto - le scintille con Vialli il quale, dopo averlo convinto a oltrepassare la Manica, lo relegò spesso in panchina mortificandone l'orgoglio: nella primavera del 2000, Deschamps guardò da bordo campo la finale di Coppa di Lega vinta dal Chelsea contro l'Aston Villa. Un episodio, quello, che lasciò segnali indelebili nei rapporti tra i due ex compagni di squadra bianconeri, al punto che il Pelato avrebbe poi dipinto l'uomo di Bayonne come un «falso che pugnalerebbe alle spalle il suo miglior amico». Fatto sta che, da bollito quale era stato dipinto, Deschamps nell'estate dello stesso anno diventò campione d'Europa con la Nazionale francese da lui capitanata. Di sicuro, è uno che non si arrende mai e che ama le rimonte: quelle di cui avrà probabilmente bisogno la Juventus.