Juve, i cinque gol alla Roma esaltano i tifosi ma non Ranieri

«Non mi deprimevo prima, non mi entusiasmo ora». La squadra ha tanti problemi, dalla tenuta della difesa ai malumori di Del Piero

da Torino

Cinque gol tutti insieme, in precampionato, la Juve li aveva segnati solo al Mezzocorona, formazione di serie C2. Avere messo insieme un tale bottino contro la Roma, dopo essere andata sotto di due gol, ha restituito il sorriso al popolo bianconero, spiazzato dopo le brutte esperienze patite nella tournée anglotedesca e la non splendida figura fatta contro le seconde linee dell’Inter al Birra Moretti di Napoli. «Non mi deprimevo prima, non mi esalto adesso», è stato il primo commento di Ranieri, sempre a caccia del giusto equilibrio sia in campo che fuori. Non facili da trovare entrambi: in campo perché la squadra è nuova per gran parte e necessita di tempo per trovare i giusti meccanismi, fuori perché l’attesa che accompagna la Juve al suo ritorno in serie A è spasmodica, al limite del controproducente. Ranieri voleva viaggiare a fari spenti e per un po’ c’è anche riuscito: il pokerissimo di sabato sera gli ha restituito invece una Juve che non mancherà di essere messa sugli altari.
Eppure le magagne non mancano, come hanno testimoniato i venti minuti iniziali contro la Roma: la difesa appare ancora un inno all’improvvisazione, almeno in determinati frangenti, Andrade si è rivelato un pesce fuor d’acqua più spesso del previsto e per di più si è fatto riconoscere per la rudezza di alcuni interventi, il centrocampo non è stato granché fino all’ingresso di Zanetti, Tiago non è sceso in campo nemmeno un minuto e Del Piero, nonostante il gol e la solita prestazione tutta sostanza, non ha fatto nulla per nascondere la propria irritazione per avere cominciato il match dalla panchina. I problemi insomma non mancano, ma dopo avere segnato cinque reti a una delle squadre favorite per lo scudetto sarebbe anche ingeneroso badare solo a quelli. E allora tanto vale prendere nota dei progressi di Criscito in difesa, della verve di Nocerino in mezzo al campo, ma soprattutto nell’inedita posizione di esterno destro, e della ritrovata vena sotto porta di tutti gli attaccanti.
«Il mercato è chiuso, lo ribadisco», ha aggiunto Ranieri. Difficile però che sia vero: un altro difensore là dietro bisognerà pur prenderlo, sempre che non ci si fidi di Chiellini al fianco di Andrade. Boumsong e Legrottaglie si mettano l’animo in pace: contro la Roma non sono nemmeno scesi in campo ed è ormai chiaro che Ranieri non li vede proprio. I nomi sono quelli noti: Ivanovic (Lokomotiv Mosca) e Meira (Stoccarda) su tutti, anche se è stato fatto un sondaggio per il gigante del Le Mans Marko Basa, 25enne serbo che sfiora i 190 cm.
In attesa della soluzione del rebus difensivo, Ranieri si coccola Cristiano Zanetti: l’ex interista «rischia» di essere il vero ago della bilancia del centrocampo bianconero, avendo piedi discreti e gran senso della posizione. Con lui in campo la Juve ha cambiato volto e non si è accorta per nulla dell’assenza di Tiago, portoghese triste notato fino a questo punto più dalle tifose per una certa avvenenza fisica che non dai tifosi: «Zanetti può giocare sia con Almiron che con Tiago», ha detto l’allenatore. Il che potrebbe suonare come una promozione sul campo, visto che per il momento Almiron e Tiago non paiono avere trovato la giusta intesa. L’usato sicuro va insomma sempre di moda, slogan da applicare anche a Del Piero il quale, dopo le magagne da risolvere con la società a proposito del prolungamento del contratto, si trova di fronte alla spiacevole sensazione di partire spesso (e poco volentieri) dietro Trezeguet e Iaquinta.