Juve, l’anno della vergogna

L’amarezza più dura da digerire è stata quella dei tifosi juventini, che dopo aver festeggiato il 29° scudetto a maggio si sono ritrovati privati di due titoli, retrocessi in serie B e con mezza squadra in liquidazione. Tutto per colpa di quei maneggi di cui sono stati accusati i suoi due dirigenti più potenti e rappresentativi: Moggi e Giraudo. Per la Vecchia Signora, mai stata in B precedentemente, è stato un colpo durissimo. Lo scudetto è stato assegnato a tavolino ai rivali dell’Inter (che ora sono i soli a non essere mai retrocessi); giocatori cardine come Cannavaro, Emerson, Zambrotta, Vieira e Ibrahimovic se ne sono andati e la squadra più titolata d’Italia ha dovuto ricominciare dai campi meno nobili della penisola, da Rimini a Frosinone. Nonostante la perdita di ingenti introiti (anche lo sponsor Tamoil lascerà il club a fine stagione) e una stagione lontano dalle competizioni internazionali, la Juventus è però riuscita a fare buon viso a cattivo gioco, recuperando in fretta la penalizzazione inflittale in B e chiudendo il 2006 senza neppure una sconfitta (record assoluto in Europa). Se da un lato sono emersi giovani di sicuro valore sui quali costruire il futuro della squadra (i vari Paro, Marchisio e Palladino), restano da sciogliere alcuni nodi con i fuoriclasse rimasti: se Pavel Nedved ha infatti giurato eterno amore alla società di Corso Galileo Ferraris, Trezeguet è invece sempre più vicino al Lione, Camoranesi - rimasto controvoglia - è sul piede di partenza e sarà difficile trattenere Gianluigi Buffon, già dimostratosi una vera bandiera con la sua decisione di rimanere bianconero anche in serie B.